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Guerra dei Trent’anni
20 domande · Storia
La guerra dei Trent’anni si svolse dal 1618 al 1648 e coinvolse gran parte dell’Europa. Ebbe inizio con la rivolta boema e la defenestrazione di Praga, ma non rimase un semplice conflitto fra cattolici e protestanti. Interessi dinastici, costituzionali e territoriali portarono diverse potenze a intervenire. La Francia cattolica combatté contro gli Asburgo, mostrando quanto la politica di potenza potesse attraversare le divisioni religiose.
Eserciti di grandi dimensioni attraversarono e saccheggiarono regioni del Sacro Romano Impero. Fra i comandanti più noti vi furono Wallenstein e il re svedese Gustavo II Adolfo, morto a Lützen nel 1632. Il sacco di Magdeburgo del 1631 divenne un simbolo della devastazione. La popolazione soffrì soprattutto per fame, epidemie, violenze e distruzione delle risorse. Le perdite variarono molto da regione a regione.
La pace di Vestfalia, negoziata a Münster e Osnabrück, chiuse nel 1648 il conflitto nell’Impero e riconobbe importanti cambiamenti politici e confessionali. Non concluse ogni guerra europea: Francia e Spagna continuarono a combattere. I principi imperiali ottennero una maggiore autonomia, ma non divennero tutti sovrani indipendenti in senso moderno. La formula sistema vestfaliano è utile nella storia delle idee politiche, purché non trasformi un insieme complesso di trattati in un’improvvisa invenzione dello stato moderno.
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