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Guerra di Crimea
20 domande · Storia
La guerra di Crimea si combatté dal 1853 al 1856 fra la Russia e una coalizione che comprendeva l’Impero ottomano, Francia, Regno Unito e, dal 1855, Regno di Sardegna. Il contenzioso sui luoghi santi si intrecciava al controllo degli stretti e agli equilibri fra le potenze. Per la storia italiana la partecipazione voluta da Cavour fu importante perché permise al Regno di Sardegna di presentare la questione italiana al congresso di Parigi.
Il teatro più celebre fu la Crimea, sul Mar Nero. Sebastopoli resistette a un lungo assedio; a Balaklava la carica della Brigata leggera divenne un simbolo di coraggio e di errori di comando. Non tutti i cavalieri morirono, nonostante il carattere disastroso dell’azione. Ferrovie e telegrafo modificarono logistica e informazione. Le fotografie di Roger Fenton furono tra le prime immagini di una guerra diffuse a un pubblico ampio, ma non erano trasmissioni in tempo reale né mostravano ogni aspetto della violenza. Lev Tolstoj partecipò alla difesa di Sebastopoli e ne scrisse.
Le malattie provocarono una parte enorme delle morti. Florence Nightingale contribuì alla riorganizzazione dell’assistenza e divenne nota come signora con la lampada. La Croce Rossa nacque più tardi, soprattutto attraverso l’esperienza di Henry Dunant a Solferino nel 1859: non va attribuita direttamente a una sola infermiera o a una sola guerra. Il trattato di Parigi del 1856 limitò la presenza navale militare nel Mar Nero e ridimensionò la Russia. Restò anche un nome nell’abbigliamento: balaclava, il passamontagna associato al freddo della campagna.
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