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Guerre napoleoniche
20 domande · Storia
Le guerre napoleoniche trasformarono l’Europa nei primi anni dell’Ottocento. La periodizzazione più comune le colloca dal 1803 al 1815, distinguendole dalle precedenti guerre rivoluzionarie, pur con una forte continuità. Napoleone divenne imperatore nel 1804 e costruì una rete di territori direttamente governati, alleati o subordinati. Le coalizioni avversarie cambiarono nel tempo e i popoli coinvolti non avevano tutti gli stessi interessi.
Nel 1805 la vittoria di Austerlitz contro russi e austriaci rafforzò il potere francese. Nello stesso anno la flotta britannica di Nelson sconfisse quella franco-spagnola a Trafalgar. Il blocco continentale cercò di colpire il commercio britannico, ma produsse effetti differenti e diffuse elusioni. Nel 1806 cessò di esistere il Sacro Romano Impero. La campagna di Russia del 1812 causò perdite enormi, seguita dalla sconfitta di Lipsia nel 1813 e dall’abdicazione del 1814. Napoleone governò per un periodo l’Elba, prima del ritorno dei Cento Giorni e della sconfitta di Waterloo nel 1815, contro l’esercito di Wellington e le forze prussiane di Blücher.
Il congresso di Vienna ridisegnò gli equilibri europei, anche nella penisola italiana. Metternich fu uno dei protagonisti, insieme ad altri diplomatici. Restaurazione e riforme napoleoniche lasciarono eredità intrecciate. Il Codice civile influenzò molti ordinamenti, ma non rende le conquiste un progetto privo di vittime. Dopo il 1815 non scomparvero le guerre: cambiò l’assetto delle grandi potenze, mentre conflitti coloniali, rivoluzioni e repressioni continuarono.
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