📖
Hannah Arendt
10 domande · Società e vita quotidiana
Hannah Arendt nasce nel 1906 a Hannover in una famiglia ebrea tedesca e studia con i più grandi filosofi del suo tempo, fra cui Martin Heidegger e Karl Jaspers. Quando nel 1933 i nazisti prendono il potere, viene arrestata per breve tempo, come ebrea e come oppositrice politica. Fugge, prima in Francia e poi, per vie tortuose, negli Stati Uniti, dove diventa cittadina americana e una delle più importanti pensatrici politiche del Novecento.
Per tutta la vita Arendt cerca di capire come le società moderne possano precipitare nella barbarie. Nella sua grande opera «Le origini del totalitarismo» indaga le radici del nazionalsocialismo e dello stalinismo, il modo in cui i sistemi totalitari funzionano e privano le persone della loro libertà. Non scrive per pochi iniziati: vuole rendere comprensibile ciò che è accaduto.
Diventa celebre e insieme discussa con i suoi resoconti sul processo Eichmann a Gerusalemme, nel 1961, contro il criminale nazista Adolf Eichmann. Invece di un mostro demoniaco vi vede un burocrate spaventosamente ordinario e conia per questo la famosa espressione «banalità del male»: crimini atroci possono essere commessi da persone qualunque che rinunciano a pensare con la propria testa.
La tesi scatena polemiche accese che durano ancora oggi. Arendt resta una pensatrice scomoda e indipendente, che non si sottomette a nessuna ideologia. Le sue domande sulla libertà, sulla responsabilità e sul valore del pensiero autonomo ne fanno una delle voci più importanti della filosofia politica, soprattutto nei tempi in cui la democrazia è sotto pressione.
Esercitati gratis
PurFact ti ripropone ogni carta poco prima che tu la dimentichi. Così le conoscenze restano.