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Hathor
12 domande · Mitologia
Hathor è la dea egizia dell'amore, della gioia, della musica, della danza e della bellezza: una delle divinità più amate del paese. La si rappresenta come una vacca, oppure come una donna con corna bovine tra le quali poggia il disco solare. Il suo nome significa «casa di Horus»: avvolge il falco celeste come una dimora, e come vacca celeste nutre il mondo e allatta perfino il faraone.
Hathor unisce due volti: la gioia nella vita e il conforto nella morte. Accoglie con benevolenza i defunti in Occidente e, sotto l'aspetto di un sicomoro, porge loro acqua e pane. Il suo strumento è il sistro, un sonaglio sacro che si agitava durante le sue feste. I Greci la accostarono ad Afrodite, dea dell'amore e della bellezza, e più tardi Iside ne ereditò molti tratti.
Come «Signora del turchese» proteggeva i minatori che estraevano la pietra azzurra nel Sinai; a Serabit el-Khadim sorgeva il suo tempio di montagna, dove sono comparse alcune delle più antiche iscrizioni alfabetiche. Alla nascita di un bambino arrivavano le sette Hathor ad annunciarne il destino, un po' come le fate che nelle fiabe si chinano sulla culla per pronunciare i loro doni. Nella sua forma adirata, invece, la dolce dea poteva trasformarsi nella leonessa Sekhmet.
Il suo grande tempio di Dendera, straordinariamente ben conservato, è famoso per le colonne decorate con il volto della dea dalle orecchie bovine. Il suo soffitto ospitava il celebre zodiaco di Dendera, staccato nel 1821 e oggi esposto al Louvre di Parigi. Chi vuole incontrare l'Egitto dei faraoni senza lasciare l'Italia trova invece a Torino il Museo Egizio, la più antica raccolta al mondo interamente dedicata a quella civiltà, dove statue, amuleti e stele raccontano quanto fosse diffuso il culto delle grandi dee.
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