Come si legge «が»?
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ga
«が» è il kana «か» (ka) con il dakuten, due trattini in alto a destra che rendono sonora la consonante: ka diventa ga.
💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in がっこう (gakkō), «scuola».
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Bastano due trattini o un minuscolo cerchio per cambiare il suono di un hiragana. Aggiunti in alto a destra di «か» (ka), i due trattini del dakuten danno «が» (ga); su «さ» (sa) danno «ざ» (za). Il cerchietto dello handakuten, riservato alla colonna della h, trasforma «は» (ha) in «ぱ» (pa). Con questi due segni i quarantasei hiragana di base si moltiplicano senza che serva imparare una sola forma nuova. La logica è fonetica: il dakuten rende sonora la consonante, cioè fa vibrare le corde vocali, proprio come in italiano si passa da «c» dura a «g» dura o da «t» a «d». Due casi sono più discreti: «ぢ» e «づ» suonano quasi sempre come «じ» (ji) e «ず» (zu) e si scrivono solo in parole precise, come はなぢ (hanaji), il sangue dal naso, o つづく (tsuzuku), continuare. La seconda famiglia di questo pacchetto sono le sillabe composte, chiamate yōon. Si scrive un kana in i, come «き» (ki), e subito dopo una piccola «ゃ», «ゅ» o «ょ»: si ottiene «きゃ» (kya), «きゅ» (kyu) o «きょ» (kyo), un’unica sillaba. Così si scrivono きょう (kyō), oggi, りょこう (ryokō), il viaggio, o しゃしん (shashin), la fotografia. Tutta la difficoltà sta nel notare la grandezza del segno: se è grande si legge a parte, se è piccolo si fonde. Ogni carta ti mostra una di queste forme e ti chiede la sua lettura in rōmaji. Quando avrai preso confidenza con queste combinazioni, potrai leggere qualsiasi parola scritta in hiragana.
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ga
«が» è il kana «か» (ka) con il dakuten, due trattini in alto a destra che rendono sonora la consonante: ka diventa ga.
💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in がっこう (gakkō), «scuola».
gi
«ぎ» è il kana «き» (ki) con il dakuten, due trattini in alto a destra che rendono sonora la consonante: ki diventa gi.
💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in ぎんこう (ginkō), «banca».
gu
«ぐ» è il kana «く» (ku) con il dakuten, due trattini in alto a destra che rendono sonora la consonante: ku diventa gu.
💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in かぐ (kagu), «mobili».
ge
«げ» è il kana «け» (ke) con il dakuten, due trattini in alto a destra che rendono sonora la consonante: ke diventa ge.
💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in げんき (genki), «in forma».
go
«ご» è il kana «こ» (ko) con il dakuten, due trattini in alto a destra che rendono sonora la consonante: ko diventa go.
💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in ごはん (gohan), «riso cotto», e per estensione «pasto».
za
«ざ» è il kana «さ» (sa) con il dakuten, due trattini in alto a destra che rendono sonora la consonante: sa diventa za.
💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in ざっし (zasshi), «rivista».
ji
«じ» è il kana «し» (shi) con il dakuten, due trattini in alto a destra che rendono sonora la consonante: shi diventa ji.
💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in じかん (jikan), «tempo».
zu
«ず» è il kana «す» (su) con il dakuten, due trattini in alto a destra che rendono sonora la consonante: su diventa zu.
💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in ずっと (zutto), «sempre, per tutto il tempo».
ze
«ぜ» è il kana «せ» (se) con il dakuten, due trattini in alto a destra che rendono sonora la consonante: se diventa ze.
💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in ぜんぶ (zenbu), «tutto».
zo
«ぞ» è il kana «そ» (so) con il dakuten, due trattini in alto a destra che rendono sonora la consonante: so diventa zo.
💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in かぞく (kazoku), «famiglia».
da
«だ» è il kana «た» (ta) con il dakuten, due trattini in alto a destra che rendono sonora la consonante: ta diventa da.
💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in だいがく (daigaku), «università».
ji
«ぢ» è il kana «ち» (chi) con il dakuten, due trattini in alto a destra che rendono sonora la consonante: chi diventa ji. Si legge come «じ».
💡 Lo sapevi? È raro: si usa soprattutto quando in una parola composta una ち diventa sonora, come in はなぢ (hanaji), «sangue dal naso», da はな (naso) e ち (sangue).
zu
«づ» è il kana «つ» (tsu) con il dakuten, due trattini in alto a destra che rendono sonora la consonante: tsu diventa zu. Si legge come «ず».
💡 Lo sapevi? È raro: si usa soprattutto quando una つ diventa sonora all’interno di una parola, come in つづく (tsuzuku), «continuare».
de
«で» è il kana «て» (te) con il dakuten, due trattini in alto a destra che rendono sonora la consonante: te diventa de.
💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in でんわ (denwa), «telefono».
do
«ど» è il kana «と» (to) con il dakuten, due trattini in alto a destra che rendono sonora la consonante: to diventa do.
💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in どようび (doyōbi), «sabato».
ba
«ば» è il kana «は» (ha) con il dakuten, due trattini in alto a destra che rendono sonora la consonante: ha diventa ba.
💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in ばんごはん (bangohan), «cena».
bi
«び» è il kana «ひ» (hi) con il dakuten, due trattini in alto a destra che rendono sonora la consonante: hi diventa bi.
💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in えび (ebi), «gambero».
bu
«ぶ» è il kana «ふ» (fu) con il dakuten, due trattini in alto a destra che rendono sonora la consonante: fu diventa bu.
💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in ぶどう (budō), «uva».
be
«べ» è il kana «へ» (he) con il dakuten, due trattini in alto a destra che rendono sonora la consonante: he diventa be.
💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in たべもの (tabemono), «cibo».
bo
«ぼ» è il kana «ほ» (ho) con il dakuten, due trattini in alto a destra che rendono sonora la consonante: ho diventa bo.
💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in ぼうし (bōshi), «cappello».
pa
«ぱ» è il kana «は» (ha) con lo handakuten, un piccolo cerchio in alto a destra che trasforma il suono h in p: ha diventa pa.
💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in いっぱい (ippai), «pieno».
pi
«ぴ» è il kana «ひ» (hi) con lo handakuten, un piccolo cerchio in alto a destra che trasforma il suono h in p: hi diventa pi.
💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in ぴかぴか (pikapika), «scintillante», onomatopea a cui si ispira in parte il nome di Pikachu.
pu
«ぷ» è il kana «ふ» (fu) con lo handakuten, un piccolo cerchio in alto a destra che trasforma il suono h in p: fu diventa pu.
💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in てんぷら (tenpura), la frittura in pastella, spesso scritta 天ぷら.
pe
«ぺ» è il kana «へ» (he) con lo handakuten, un piccolo cerchio in alto a destra che trasforma il suono h in p: he diventa pe.
💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in ぺこぺこ (pekopeko), «affamato».
po
«ぽ» è il kana «ほ» (ho) con lo handakuten, un piccolo cerchio in alto a destra che trasforma il suono h in p: ho diventa po.
💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in さんぽ (sanpo), «passeggiata».
kya
«きゃ» unisce «き» (ki) a una piccola «ゃ» (ya). Scritti insieme, i due kana formano un’unica sillaba: kya.
💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in きゃく (kyaku), «cliente».
kyu
«きゅ» unisce «き» (ki) a una piccola «ゅ» (yu). Scritti insieme, i due kana formano un’unica sillaba: kyu.
💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in きゅうり (kyūri), «cetriolo».
kyo
«きょ» unisce «き» (ki) a una piccola «ょ» (yo). Scritti insieme, i due kana formano un’unica sillaba: kyo.
💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in きょう (kyō), «oggi».
sha
«しゃ» unisce «し» (shi) a una piccola «ゃ» (ya). Scritti insieme, i due kana formano un’unica sillaba: sha.
💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in しゃしん (shashin), «fotografia».
shu
«しゅ» unisce «し» (shi) a una piccola «ゅ» (yu). Scritti insieme, i due kana formano un’unica sillaba: shu.
💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in しゅくだい (shukudai), «compiti a casa».
sho
«しょ» unisce «し» (shi) a una piccola «ょ» (yo). Scritti insieme, i due kana formano un’unica sillaba: sho.
💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in しょくどう (shokudō), «mensa».
cha
«ちゃ» unisce «ち» (chi) a una piccola «ゃ» (ya). Scritti insieme, i due kana formano un’unica sillaba: cha.
💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in おちゃ (ocha), «tè».
chu
«ちゅ» unisce «ち» (chi) a una piccola «ゅ» (yu). Scritti insieme, i due kana formano un’unica sillaba: chu.
💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in ちゅうい (chūi), «attenzione, prudenza».
cho
«ちょ» unisce «ち» (chi) a una piccola «ょ» (yo). Scritti insieme, i due kana formano un’unica sillaba: cho.
💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in ちょっと (chotto), «un po’».
nya
«にゃ» unisce «に» (ni) a una piccola «ゃ» (ya). Scritti insieme, i due kana formano un’unica sillaba: nya.
💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in にゃあ (nyā), il miagolio del gatto.
nyu
«にゅ» unisce «に» (ni) a una piccola «ゅ» (yu). Scritti insieme, i due kana formano un’unica sillaba: nyu.
💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in ぎゅうにゅう (gyūnyū), «latte».
nyo
«にょ» unisce «に» (ni) a una piccola «ょ» (yo). Scritti insieme, i due kana formano un’unica sillaba: nyo.
💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in にょろにょろ (nyoronyoro), l’onomatopea di un serpente che striscia.
hya
«ひゃ» unisce «ひ» (hi) a una piccola «ゃ» (ya). Scritti insieme, i due kana formano un’unica sillaba: hya.
💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in ひゃく (hyaku), «cento».
hyu
«ひゅ» unisce «ひ» (hi) a una piccola «ゅ» (yu). Scritti insieme, i due kana formano un’unica sillaba: hyu.
💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in ひゅうひゅう (hyūhyū), il sibilo del vento.
hyo
«ひょ» unisce «ひ» (hi) a una piccola «ょ» (yo). Scritti insieme, i due kana formano un’unica sillaba: hyo.
💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in ひょうし (hyōshi), «copertina di un libro».
mya
«みゃ» unisce «み» (mi) a una piccola «ゃ» (ya). Scritti insieme, i due kana formano un’unica sillaba: mya.
💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in みゃく (myaku), «polso» (il battito).
myu
«みゅ» unisce «み» (mi) a una piccola «ゅ» (yu). Scritti insieme, i due kana formano un’unica sillaba: myu.
💡 Lo sapevi? Questa sillaba è rarissima nelle parole giapponesi: la si incontra soprattutto in katakana, per esempio in ミュージック (myūjikku), «musica».
myo
«みょ» unisce «み» (mi) a una piccola «ょ» (yo). Scritti insieme, i due kana formano un’unica sillaba: myo.
💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in みょうじ (myōji), «cognome».
rya
«りゃ» unisce «り» (ri) a una piccola «ゃ» (ya). Scritti insieme, i due kana formano un’unica sillaba: rya.
💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in りゃくご (ryakugo), «abbreviazione».
ryu
«りゅ» unisce «り» (ri) a una piccola «ゅ» (yu). Scritti insieme, i due kana formano un’unica sillaba: ryu.
💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in りゅう (ryū), «drago».
ryo
«りょ» unisce «り» (ri) a una piccola «ょ» (yo). Scritti insieme, i due kana formano un’unica sillaba: ryo.
💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in りょこう (ryokō), «viaggio».
gya
«ぎゃ» unisce «ぎ» (gi) a una piccola «ゃ» (ya). Scritti insieme, i due kana formano un’unica sillaba: gya.
💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in ぎゃく (gyaku), «il contrario».
gyu
«ぎゅ» unisce «ぎ» (gi) a una piccola «ゅ» (yu). Scritti insieme, i due kana formano un’unica sillaba: gyu.
💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in ぎゅうにく (gyūniku), «carne di manzo».
gyo
«ぎょ» unisce «ぎ» (gi) a una piccola «ょ» (yo). Scritti insieme, i due kana formano un’unica sillaba: gyo.
💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in きんぎょ (kingyo), «pesce rosso».
ja
«じゃ» unisce «じ» (ji) a una piccola «ゃ» (ya). Scritti insieme, i due kana formano un’unica sillaba: ja.
💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in じゃあね (jā ne), «ciao, a dopo».
ju
«じゅ» unisce «じ» (ji) a una piccola «ゅ» (yu). Scritti insieme, i due kana formano un’unica sillaba: ju.
💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in じゅぎょう (jugyō), «lezione».
jo
«じょ» unisce «じ» (ji) a una piccola «ょ» (yo). Scritti insieme, i due kana formano un’unica sillaba: jo.
💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in じょうず (jōzu), «bravo, abile».
bya
«びゃ» unisce «び» (bi) a una piccola «ゃ» (ya). Scritti insieme, i due kana formano un’unica sillaba: bya.
💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in さんびゃく (sanbyaku), «trecento».
byu
«びゅ» unisce «び» (bi) a una piccola «ゅ» (yu). Scritti insieme, i due kana formano un’unica sillaba: byu.
💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in びゅうびゅう (byūbyū), il vento che soffia a raffiche.
byo
«びょ» unisce «び» (bi) a una piccola «ょ» (yo). Scritti insieme, i due kana formano un’unica sillaba: byo.
💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in びょういん (byōin), «ospedale».
pya
«ぴゃ» unisce «ぴ» (pi) a una piccola «ゃ» (ya). Scritti insieme, i due kana formano un’unica sillaba: pya.
💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in はっぴゃく (happyaku), «ottocento».
pyu
«ぴゅ» unisce «ぴ» (pi) a una piccola «ゅ» (yu). Scritti insieme, i due kana formano un’unica sillaba: pyu.
💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in ぴゅう (pyū), l’onomatopea di un fischio rapido.
pyo
«ぴょ» unisce «ぴ» (pi) a una piccola «ょ» (yo). Scritti insieme, i due kana formano un’unica sillaba: pyo.
💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in ぴょんぴょん (pyonpyon), l’onomatopea dei saltelli.
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