PurFact

Hiragana

46 domande · Lingue

In Giappone i bambini imparano a leggere con quarantasei piccoli segni dalle forme arrotondate: gli hiragana. Ognuno di essi rappresenta un’intera sillaba e non una semplice lettera. «あ» si legge a, «か» si legge ka, «ね» si legge ne, e così si compongono parole come ねこ (neko), il gatto, o すし (sushi). Insieme ai katakana e ai kanji, è una delle tre scritture che convivono in ogni frase giapponese. La loro storia comincia più di mille anni fa. Allora i giapponesi scrivevano la propria lingua con caratteri cinesi scelti soltanto per il loro suono. Tracciati in fretta con il pennello, quei caratteri si sono arrotondati fino a diventare irriconoscibili: dal kanji 安 è nato «あ», dal kanji 以 è nato «い». Nel periodo Heian furono soprattutto le dame di corte a dare vita a questa scrittura morbida; la celebre Storia di Genji, scritta da Murasaki Shikibu intorno all’anno Mille, ne è la testimonianza più illustre. Oggi gli hiragana servono per le desinenze dei verbi, per le particelle grammaticali e per tutte le parole di cui non si conosce o non si usa il kanji. Qualche trabocchetto attende chi comincia: «は» si pronuncia wa quando fa da particella, «を» si legge o, e con «ん» non comincia nessuna parola. La tabella è ordinata secondo le vocali a, i, u, e, o, una logica che rende lo studio più rapido di quanto si pensi. Questo pacchetto ti mostra ogni segno e ti chiede la sua lettura in rōmaji, la trascrizione in lettere latine. Dopo qualche giro riconoscerai queste forme su una confezione, sul cartello di una stazione o nei fumetti di un manga.

Esercitati gratis

PurFact ti ripropone ogni carta poco prima che tu la dimentichi. Così le conoscenze restano.

Tutte le domande con risposta

Come si legge «あ»?

Mostra la risposta

a

«あ» si legge a. Come tutti gli hiragana, è nato dalla scrittura corsiva di un kanji: in questo caso 「安」, semplificato a poco a poco nel corso dei secoli.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in あさ (asa), «mattina».

Come si legge «い»?

Mostra la risposta

i

«い» si legge i. Come tutti gli hiragana, è nato dalla scrittura corsiva di un kanji: in questo caso 「以」, semplificato a poco a poco nel corso dei secoli.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in いぬ (inu), «cane».

Come si legge «う»?

Mostra la risposta

u

«う» si legge u. Come tutti gli hiragana, è nato dalla scrittura corsiva di un kanji: in questo caso 「宇」, semplificato a poco a poco nel corso dei secoli.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in うみ (umi), «mare».

Come si legge «え»?

Mostra la risposta

e

«え» si legge e. Come tutti gli hiragana, è nato dalla scrittura corsiva di un kanji: in questo caso 「衣」, semplificato a poco a poco nel corso dei secoli.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in えき (eki), «stazione».

Come si legge «お»?

Mostra la risposta

o

«お» si legge o. Come tutti gli hiragana, è nato dalla scrittura corsiva di un kanji: in questo caso 「於」, semplificato a poco a poco nel corso dei secoli.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in おちゃ (ocha), «tè».

Come si legge «か»?

Mostra la risposta

ka

«か» si legge ka. Come tutti gli hiragana, è nato dalla scrittura corsiva di un kanji: in questo caso 「加」, semplificato a poco a poco nel corso dei secoli.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in かさ (kasa), «ombrello».

Come si legge «き»?

Mostra la risposta

ki

«き» si legge ki. Come tutti gli hiragana, è nato dalla scrittura corsiva di un kanji: in questo caso 「幾」, semplificato a poco a poco nel corso dei secoli.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in きって (kitte), «francobollo».

Come si legge «く»?

Mostra la risposta

ku

«く» si legge ku. Come tutti gli hiragana, è nato dalla scrittura corsiva di un kanji: in questo caso 「久」, semplificato a poco a poco nel corso dei secoli.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in くつ (kutsu), «scarpa».

Come si legge «け»?

Mostra la risposta

ke

«け» si legge ke. Come tutti gli hiragana, è nato dalla scrittura corsiva di un kanji: in questo caso 「計」, semplificato a poco a poco nel corso dei secoli.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in けしき (keshiki), «paesaggio».

Come si legge «こ»?

Mostra la risposta

ko

«こ» si legge ko. Come tutti gli hiragana, è nato dalla scrittura corsiva di un kanji: in questo caso 「己」, semplificato a poco a poco nel corso dei secoli.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in こども (kodomo), «bambino».

Come si legge «さ»?

Mostra la risposta

sa

«さ» si legge sa. Come tutti gli hiragana, è nato dalla scrittura corsiva di un kanji: in questo caso 「左」, semplificato a poco a poco nel corso dei secoli.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in さかな (sakana), «pesce».

Come si legge «し»?

Mostra la risposta

shi

«し» si legge shi. Come tutti gli hiragana, è nato dalla scrittura corsiva di un kanji: in questo caso 「之」, semplificato a poco a poco nel corso dei secoli.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in しお (shio), «sale».

Come si legge «す»?

Mostra la risposta

su

«す» si legge su. Come tutti gli hiragana, è nato dalla scrittura corsiva di un kanji: in questo caso 「寸」, semplificato a poco a poco nel corso dei secoli.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in すし (sushi), il celebre piatto di riso e pesce.

Come si legge «せ»?

Mostra la risposta

se

«せ» si legge se. Come tutti gli hiragana, è nato dalla scrittura corsiva di un kanji: in questo caso 「世」, semplificato a poco a poco nel corso dei secoli.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in せんせい (sensei), «insegnante».

Come si legge «そ»?

Mostra la risposta

so

«そ» si legge so. Come tutti gli hiragana, è nato dalla scrittura corsiva di un kanji: in questo caso 「曽」, semplificato a poco a poco nel corso dei secoli.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in そら (sora), «cielo».

Come si legge «た»?

Mostra la risposta

ta

«た» si legge ta. Come tutti gli hiragana, è nato dalla scrittura corsiva di un kanji: in questo caso 「太」, semplificato a poco a poco nel corso dei secoli.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in たまご (tamago), «uovo».

Come si legge «ち»?

Mostra la risposta

chi

«ち» si legge chi. Come tutti gli hiragana, è nato dalla scrittura corsiva di un kanji: in questo caso 「知」, semplificato a poco a poco nel corso dei secoli.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in ちず (chizu), «carta geografica».

Come si legge «つ»?

Mostra la risposta

tsu

«つ» si legge tsu. Come tutti gli hiragana, è nato dalla scrittura corsiva di un kanji: in questo caso 「川」, semplificato a poco a poco nel corso dei secoli.

💡 Lo sapevi? In formato ridotto (っ) non si pronuncia, ma raddoppia la consonante successiva, come in きって (kitte), «francobollo». In grandezza normale compare in つき (tsuki), «luna».

Come si legge «て»?

Mostra la risposta

te

«て» si legge te. Come tutti gli hiragana, è nato dalla scrittura corsiva di un kanji: in questo caso 「天」, semplificato a poco a poco nel corso dei secoli.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in てがみ (tegami), «lettera».

Come si legge «と»?

Mostra la risposta

to

«と» si legge to. Come tutti gli hiragana, è nato dalla scrittura corsiva di un kanji: in questo caso 「止」, semplificato a poco a poco nel corso dei secoli.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in とり (tori), «uccello».

Come si legge «な»?

Mostra la risposta

na

«な» si legge na. Come tutti gli hiragana, è nato dalla scrittura corsiva di un kanji: in questo caso 「奈」, semplificato a poco a poco nel corso dei secoli.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in なつ (natsu), «estate».

Come si legge «に»?

Mostra la risposta

ni

«に» si legge ni. Come tutti gli hiragana, è nato dalla scrittura corsiva di un kanji: in questo caso 「仁」, semplificato a poco a poco nel corso dei secoli.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in にく (niku), «carne».

Come si legge «ぬ»?

Mostra la risposta

nu

«ぬ» si legge nu. Come tutti gli hiragana, è nato dalla scrittura corsiva di un kanji: in questo caso 「奴」, semplificato a poco a poco nel corso dei secoli.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in ぬの (nuno), «stoffa».

Come si legge «ね»?

Mostra la risposta

ne

«ね» si legge ne. Come tutti gli hiragana, è nato dalla scrittura corsiva di un kanji: in questo caso 「祢」, semplificato a poco a poco nel corso dei secoli.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in ねこ (neko), «gatto».

Come si legge «の»?

Mostra la risposta

no

«の» si legge no. Come tutti gli hiragana, è nato dalla scrittura corsiva di un kanji: in questo caso 「乃」, semplificato a poco a poco nel corso dei secoli.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in のり (nori), l’alga essiccata dei maki.

Come si legge «は»?

Mostra la risposta

ha

«は» si legge ha. Come tutti gli hiragana, è nato dalla scrittura corsiva di un kanji: in questo caso 「波」, semplificato a poco a poco nel corso dei secoli.

💡 Lo sapevi? Usato come particella del tema, «は» si pronuncia wa: «わたしは» si legge watashi wa. All’inizio di はな (hana), «fiore», mantiene la lettura ha.

Come si legge «ひ»?

Mostra la risposta

hi

«ひ» si legge hi. Come tutti gli hiragana, è nato dalla scrittura corsiva di un kanji: in questo caso 「比」, semplificato a poco a poco nel corso dei secoli.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in ひと (hito), «persona».

Come si legge «ふ»?

Mostra la risposta

fu

«ふ» si legge fu. Come tutti gli hiragana, è nato dalla scrittura corsiva di un kanji: in questo caso 「不」, semplificato a poco a poco nel corso dei secoli.

💡 Lo sapevi? Il suono sta a metà tra h e f: le labbra non si toccano. Lo si sente in ふゆ (fuyu), «inverno», e nel nome del monte Fuji.

Come si legge «へ»?

Mostra la risposta

he

«へ» si legge he. Come tutti gli hiragana, è nato dalla scrittura corsiva di un kanji: in questo caso 「部」, semplificato a poco a poco nel corso dei secoli.

💡 Lo sapevi? Usato come particella di direzione, «へ» si pronuncia e: «がっこうへ» (gakkō e) significa «verso la scuola». In へや (heya), «stanza», si legge he.

Come si legge «ほ»?

Mostra la risposta

ho

«ほ» si legge ho. Come tutti gli hiragana, è nato dalla scrittura corsiva di un kanji: in questo caso 「保」, semplificato a poco a poco nel corso dei secoli.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in ほん (hon), «libro».

Come si legge «ま»?

Mostra la risposta

ma

«ま» si legge ma. Come tutti gli hiragana, è nato dalla scrittura corsiva di un kanji: in questo caso 「末」, semplificato a poco a poco nel corso dei secoli.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in まど (mado), «finestra».

Come si legge «み»?

Mostra la risposta

mi

«み» si legge mi. Come tutti gli hiragana, è nato dalla scrittura corsiva di un kanji: in questo caso 「美」, semplificato a poco a poco nel corso dei secoli.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in みず (mizu), «acqua».

Come si legge «む»?

Mostra la risposta

mu

«む» si legge mu. Come tutti gli hiragana, è nato dalla scrittura corsiva di un kanji: in questo caso 「武」, semplificato a poco a poco nel corso dei secoli.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in むし (mushi), «insetto».

Come si legge «め»?

Mostra la risposta

me

«め» si legge me. Come tutti gli hiragana, è nato dalla scrittura corsiva di un kanji: in questo caso 「女」, semplificato a poco a poco nel corso dei secoli.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in めがね (megane), «occhiali».

Come si legge «も»?

Mostra la risposta

mo

«も» si legge mo. Come tutti gli hiragana, è nato dalla scrittura corsiva di un kanji: in questo caso 「毛」, semplificato a poco a poco nel corso dei secoli.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in もり (mori), «bosco».

Come si legge «や»?

Mostra la risposta

ya

«や» si legge ya. Come tutti gli hiragana, è nato dalla scrittura corsiva di un kanji: in questo caso 「也」, semplificato a poco a poco nel corso dei secoli.

💡 Lo sapevi? In formato ridotto (ゃ) si fonde con la sillaba precedente: き + ゃ dà きゃ (kya). Da solo apre やま (yama), «montagna».

Come si legge «ゆ»?

Mostra la risposta

yu

«ゆ» si legge yu. Come tutti gli hiragana, è nato dalla scrittura corsiva di un kanji: in questo caso 「由」, semplificato a poco a poco nel corso dei secoli.

💡 Lo sapevi? In formato ridotto (ゅ) forma sillabe composte come きゅ (kyu). Da solo apre ゆき (yuki), «neve».

Come si legge «よ»?

Mostra la risposta

yo

«よ» si legge yo. Come tutti gli hiragana, è nato dalla scrittura corsiva di un kanji: in questo caso 「与」, semplificato a poco a poco nel corso dei secoli.

💡 Lo sapevi? In formato ridotto (ょ) forma sillabe composte come きょ (kyo). Da solo apre よる (yoru), «notte».

Come si legge «ら»?

Mostra la risposta

ra

«ら» si legge ra. Come tutti gli hiragana, è nato dalla scrittura corsiva di un kanji: in questo caso 「良」, semplificato a poco a poco nel corso dei secoli.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in らいねん (rainen), «l’anno prossimo».

Come si legge «り»?

Mostra la risposta

ri

«り» si legge ri. Come tutti gli hiragana, è nato dalla scrittura corsiva di un kanji: in questo caso 「利」, semplificato a poco a poco nel corso dei secoli.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in りんご (ringo), «mela».

Come si legge «る»?

Mostra la risposta

ru

«る» si legge ru. Come tutti gli hiragana, è nato dalla scrittura corsiva di un kanji: in questo caso 「留」, semplificato a poco a poco nel corso dei secoli.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in るす (rusu), «assenza» (quando non c’è nessuno in casa).

Come si legge «れ»?

Mostra la risposta

re

«れ» si legge re. Come tutti gli hiragana, è nato dalla scrittura corsiva di un kanji: in questo caso 「礼」, semplificato a poco a poco nel corso dei secoli.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in れきし (rekishi), «storia».

Come si legge «ろ»?

Mostra la risposta

ro

«ろ» si legge ro. Come tutti gli hiragana, è nato dalla scrittura corsiva di un kanji: in questo caso 「呂」, semplificato a poco a poco nel corso dei secoli.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in ろうそく (rōsoku), «candela».

Come si legge «わ»?

Mostra la risposta

wa

«わ» si legge wa. Come tutti gli hiragana, è nato dalla scrittura corsiva di un kanji: in questo caso 「和」, semplificato a poco a poco nel corso dei secoli.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in わたし (watashi), «io».

Come si legge «を»?

Mostra la risposta

wo

«を» si trascrive wo, ma oggi si pronuncia o, esattamente come «お». Deriva dalla scrittura corsiva del kanji 「遠」.

💡 Lo sapevi? Oggi «を» si usa quasi solo come particella del complemento oggetto: «みずをのむ» (mizu o nomu), «bere acqua». La trascrizione wo ricorda una pronuncia antica.

Come si legge «ん»?

Mostra la risposta

n

«ん» si legge n. Come tutti gli hiragana, è nato dalla scrittura corsiva di un kanji: in questo caso 「无」, semplificato a poco a poco nel corso dei secoli.

💡 Lo sapevi? È l’unico hiragana con cui non comincia nessuna parola giapponese comune. Si trova a fine sillaba, come in ほん (hon), «libro».

Come si impara con PurFact

Esercitati gratis

Lingue: tutti i temi →