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Il nostro sistema solare
30 domande · Astronomia e spazio
Nel 1632 Galileo Galilei pubblicò a Firenze il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo, difendendo l'idea che al centro della nostra ronda planetaria stia il Sole. È una stella ordinaria che concentra però più del 99 % della massa del sistema e il cui nucleo raggiunge circa 15 milioni di gradi. È la sua gravitazione a trattenere tutto questo piccolo mondo su orbite ellittiche, come descrisse Keplero e spiegò Newton. Nell'ordine, a partire dal Sole, si incontrano Mercurio, Venere, Terra, Marte, Giove, Saturno, Urano e Nettuno.
Mercurio, il più vicino, compie il suo anno in 88 giorni, ma il pianeta più caldo è Venere, soffocata dal suo effetto serra a quasi 460 °C; proprio osservandone le fasi Galileo trovò una prova decisiva per Copernico. La Terra, il nostro pianeta, è l'unico conosciuto che ospiti la vita, con la Luna come unico satellite naturale. Marte, il pianeta rosso, deve il suo colore all'ossido di ferro. Vengono poi i giganti: Giove, il più grande, la cui luna Ganimede supera in dimensioni perfino Mercurio, una delle quattro scoperte da Galileo nel 1610; Saturno e il suo spettacolare sistema di anelli, solcato dalla divisione che porta il nome di Giovanni Domenico Cassini; Urano, che rotola coricato su un fianco; e Nettuno, il più lontano, scoperto nel 1846 grazie ai calcoli del francese Urbain Le Verrier.
Fra Marte e Giove si stende la fascia degli asteroidi, il cui primo membro, Cerere, fu scoperto a Palermo da Giuseppe Piazzi la notte di Capodanno del 1801. Più lontano, oltre Nettuno, si trova Plutone, declassato nel 2006 a pianeta nano, come Cerere o Eris. Le comete, fatte di ghiaccio e polvere, si ornano di una coda luminosa avvicinandosi al Sole, e quando un granello brucia nella nostra atmosfera traccia una stella cadente, come le «lacrime di San Lorenzo» che in Italia si aspettano ogni agosto. E tutto questo sistema non è che un punto nella Via Lattea, intorno al cui centro il Sole gira in 225 milioni di anni.
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