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Indira Gandhi
10 domande · Società e vita quotidiana
Indira Gandhi nasce nel 1917 in una delle famiglie politiche più importanti dell'India. Il padre, Jawaharlal Nehru, è una figura chiave della lotta per l'indipendenza dal dominio coloniale britannico e nel 1947 diventa il primo capo del governo dell'India libera. Nonostante il cognome famoso, Indira non è parente del Mahatma Gandhi: «Gandhi» è il cognome del marito, Feroze. Cresce fin da piccola in mezzo alla politica e diventa presto la stretta confidente e assistente del padre.
Nel 1966 Indira Gandhi diventa a sua volta primo ministro: la prima e finora unica donna alla guida del governo indiano. Nel corso di due lunghi mandati segna profondamente il paese. Promuove la «rivoluzione verde», che trasforma un paese afflitto dalle carestie in uno Stato in gran parte autosufficiente per i cereali, e nel 1971 guida l'India in una guerra contro il Pakistan da cui nasce un nuovo Stato, il Bangladesh.
Il suo potere è però anche controverso. Nel 1975 proclama lo stato di emergenza, che dura quasi due anni: i diritti fondamentali vengono limitati, la stampa censurata e gli oppositori arrestati, una pagina buia della democrazia indiana. Dopo la sconfitta elettorale del 1977 torna comunque al potere nel 1980.
Nel 1984 Indira Gandhi viene uccisa a colpi d'arma da fuoco dalle sue stesse guardie del corpo, un gesto con radici in un conflitto politico e religioso nello Stato del Punjab. La sua morte violenta sconvolge l'India. Nonostante tutte le contraddizioni, resta una delle politiche più potenti e influenti del Novecento: una donna che per anni guidò una delle nazioni più grandi del mondo.
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