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Isaac Newton
11 domande · Scienze
Quando Isaac Newton nasce a Woolsthorpe, nel Lincolnshire, è così piccolo e gracile che nessuno scommette sulla sua sopravvivenza. Secondo il calendario giuliano allora in uso in Inghilterra è il giorno di Natale del 1642, l'anno in cui ad Arcetri muore Galileo Galilei; secondo il nostro calendario è il 4 gennaio 1643. Il padre è morto qualche mese prima, e il ragazzo solitario e pensieroso diventa a Cambridge uno studente che divora la matematica.
Nel 1665 la peste fa chiudere l'università. Newton si ritira nella fattoria di famiglia e in quegli «anni mirabili» getta quasi da solo le basi di tre campi: il calcolo infinitesimale, l'ottica e la teoria della gravitazione. La famosa mela che lo avrebbe messo sulla strada della gravità appartiene proprio a quel periodo, e fu lo stesso Newton a raccontarne la storia.
Nel 1687 escono i Principia Mathematica, stampati a spese dell'amico Edmond Halley. Qui Newton enuncia le tre leggi del moto, che a scuola in Italia si studiano come i tre principi della dinamica, e la gravitazione universale: la stessa forza fa cadere la mela e trattiene la Luna sulla sua orbita. Con un prisma scompone la luce bianca nei colori dell'arcobaleno, e nel 1668 costruisce il primo telescopio a riflessione davvero utilizzabile.
Newton è geniale quanto litigioso. Per anni contende a Gottfried Wilhelm Leibniz la paternità dell'analisi. Presidente della Royal Society, diventa anche direttore della Zecca reale e dà la caccia senza pietà ai falsari, alcuni dei quali finiscono sulla forca. Alla sua morte, nel 1727, viene sepolto con grandi onori nell'abbazia di Westminster, un privilegio rarissimo per uno scienziato.
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