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James Joyce
13 domande · Letteratura
Una giornata ordinaria può contenere un'intera odissea. Nell'Ulisse, James Joyce segue Leopold Bloom, Stephen Dedalus e altri personaggi attraverso Dublino il 16 giugno 1904. Pubblicato in volume a Parigi nel 1922, il romanzo intreccia strade, abitudini, pensieri e rimandi al poema antico. La varietà di registri impedisce di ridurlo a un'unica tecnica: ogni episodio modifica il rapporto fra voce, esperienza e linguaggio. Il monologo conclusivo di Molly Bloom chiude il libro con un'affermazione.
Joyce nasce a Dublino nel 1882 e vive a lungo lontano dall'Irlanda. Trieste, Zurigo e Parigi sono luoghi importanti del suo percorso. La città natale continua però a offrire una geografia narrativa concreta, fatta di incontri e memorie. Gente di Dublino raccoglie quindici racconti e termina con I morti, dove una riunione familiare lascia emergere desideri, distanza e il peso di chi non c'è più. La pubblicazione del libro incontra a sua volta difficoltà e rinvii.
Il personaggio di Stephen Dedalus attraversa il romanzo di formazione noto come Dedalus o Ritratto dell'artista da giovane e ritorna nell'Ulisse. Il flusso di coscienza rende visibili associazioni, frammenti e movimenti mentali, senza che l'autore abbia semplicemente trascritto pensieri non lavorati. L'invenzione resta costruita con precisione. La sperimentazione raggiunge un altro livello in Finnegans Wake, dove parole di lingue differenti si incontrano e si trasformano in una materia simile a quella del sogno.
Nora Barnacle, compagna di Joyce e poi sua moglie, ha un posto centrale nella sua vita. Il 16 giugno richiama il loro primo appuntamento e diventa il Bloomsday dei lettori. L'Ulisse affronta accuse di oscenità e restrizioni alla circolazione, prima di importanti decisioni giudiziarie. Joyce muore a Zurigo nel 1941, dopo anni di gravi problemi alla vista. L'eredità dell'opera arriva anche alla fisica: il nome quark viene ripreso da una frase di Finnegans Wake.
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