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Josephine Baker
10 domande · Società e vita quotidiana
Josephine Baker nasce nel 1906 in una povertà durissima a St. Louis, nel Missouri. Negli Stati Uniti segnati dalla segregazione razziale una donna nera ha poche possibilità: da bambina fa le pulizie nelle case dei bianchi e presto si esibisce come danzatrice e cantante su piccoli palcoscenici. Nel 1925 tenta il salto verso Parigi, e la città le cade ai piedi da un giorno all'altro: nella «Revue nègre» al Théâtre des Champs-Élysées balla con un'energia travolgente e diventa la star più acclamata degli anni ruggenti.
Baker è la prima artista nera di fama mondiale. Il suo gonnellino di banane, indossato nel 1926 alle Folies Bergère, diventa leggendario, e il suo fascino e il suo umorismo conquistano l'Europa intera. In Francia trova la libertà e il riconoscimento che l'America le negava: nel 1937 diventa cittadina francese e resterà legata per sempre alla patria d'adozione.
Nella Seconda guerra mondiale mostra un coraggio fuori dal comune. Agente segreta e spia al servizio della Resistenza francese, trasporta messaggi nascosti perfino negli spartiti e usa la propria celebrità come copertura. Per il suo impegno riceverà alte onorificenze francesi, fra cui la Croce di guerra e la Legion d'onore.
Dopo la guerra lotta con forza contro il razzismo: si esibisce solo davanti a un pubblico misto e nel 1963 parla alla Marcia su Washington accanto a Martin Luther King. Adotta dodici bambini di origini diverse, la sua «tribù arcobaleno», come segno concreto di fratellanza fra i popoli. Nel 2021 l'ingresso al Panthéon la rende la prima donna nera onorata nel tempio laico dei grandi di Francia.
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