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Judo: gradi e competizioni
8 domande · Sport
Il judo è figlio di un uomo solo: Jigoro Kano, che nel 1882 a Tokyo trasformò l'antico jujitsu, il combattimento a mani nude dei samurai, in una disciplina sicura ed educativa, fondata sul rispetto e sulla crescita personale. Kano fu anche un pioniere del movimento olimpico in Asia, e il suo sogno si avverò dopo la sua morte: il judo entrò ai Giochi nel 1964, a Tokyo, proprio nel paese in cui era nato. Le donne si aggiunsero ufficialmente nel 1992.
Il percorso di ogni judoka è scandito dai gradi. Quelli da allievo si chiamano kyu e vanno dalla cintura bianca alla marrone, con un ordine dei colori che cambia leggermente da paese a paese. Con la cintura nera cominciano i dan, i gradi da maestro, che si contano salendo; i più alti, con la cintura bianca e rossa e poi rossa, sono riservati a pochissimi maestri in tutto il mondo.
Si combatte sul tatami, l'area coperta di stuoie che attutiscono le cadute, con una fascia di colore diverso a segnare il limite dell'area di gara. A livello mondiale lo sport è guidato dalla IJF, la Federazione internazionale di judo, che riunisce oltre duecento federazioni nazionali e organizza il circuito mondiale e i Campionati del mondo; in Italia la disciplina fa capo alla FIJLKAM. Il Giappone, culla del judo, resta la nazione più forte e conquista regolarmente il maggior numero di medaglie a Olimpiadi e Mondiali, anche se per numero di praticanti tesserati la Francia lo supera.
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