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Junko Tabei
10 domande · Società e vita quotidiana
Junko Tabei nasce nel 1939 a Miharu, nella prefettura di Fukushima, e da bambina è considerata gracile e cagionevole. Ma a dieci anni, durante una gita scolastica in montagna, scopre il suo grande amore: l'alpinismo. In un Giappone in cui la montagna passa per una faccenda da uomini, lei non si lascia scoraggiare. Nel 1969 fonda un club alpino femminile, il primo del paese, con un motto chiaro: organizzare con le proprie forze una spedizione all'estero.
Nel 1975 Junko Tabei entra nella storia: è la prima donna sull'Everest, la vetta più alta della Terra con i suoi 8.849 metri. La salita è una lotta contro tutto: il 4 maggio una valanga travolge il campo a oltre 6.000 metri, lei resta sepolta sotto la neve e viene estratta priva di sensi. Dodici giorni dopo, il 16 maggio, è comunque in cima.
Tabei non si accontenta. Si pone un obiettivo ancora più grande: le Sette vette, le montagne più alte dei sette continenti. Nel 1992 è la prima donna sulle Sette vette, un'alpinista eccezionale di livello mondiale.
Fino a tarda età resta fedele alle montagne e diventa una paladina della natura: si batte per la tutela dell'ambiente montano, sempre più invaso dai rifiuti, e studia perfino i danni ecologici sull'Everest. Anche quando si ammala di cancro continua a scalare. Junko Tabei muore nel 2016, pioniera che ha dimostrato che le donne possono stare sul tetto del mondo.
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