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Karate: gradi e gare
8 domande · Sport
In un dojo il colore della cintura racconta il percorso di ciascuno. Gli allievi attraversano prima i gradi kyu, le cinture colorate che vanno dalla bianca alla marrone; si contano alla rovescia, così il primo kyu è l’ultimo gradino prima della cintura nera. Poi arrivano i gradi dan, che invece si contano salendo: il primo dan segna l’inizio di un nuovo apprendimento, e i gradi più alti sono spesso onorifici, assegnati a chi ha dedicato una vita intera al karate. In Italia gli esami di grado sono organizzati soprattutto dalla FIJLKAM, la federazione che riunisce judo, lotta, karate e arti marziali.
Sul piano sportivo, il karate è governato a livello mondiale dalla WKF, la World Karate Federation, riconosciuta dal Comitato olimpico internazionale. Le sue gare prevedono due specialità. Nel kumite due atleti si affrontano e segnano punti con tecniche precise e controllate: colpire a piena forza è vietato. Nel kata ogni atleta presenta da solo una sequenza codificata di tecniche, giudicata per potenza, precisione e ritmo; esistono anche i kata a squadre, con la dimostrazione delle applicazioni (bunkai) in finale.
Il grande momento è arrivato ai Giochi di Tokyo 2020, disputati nel 2021: il karate ha fatto il suo debutto olimpico proprio in Giappone, dove era giunto dall’isola di Okinawa. L’Italia ne è uscita con una pagina storica, l’oro di Luigi Busà nel kumite e il bronzo di Viviana Bottaro nel kata. Già a Parigi 2024, però, il karate è stato escluso dal programma. Tutti gli atleti indossano la stessa divisa, il karategi, bianco e più leggero di quello del judo, perché nel karate non si afferra l’avversario per proiettarlo.
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