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Katakana

46 domande · Lingue

Spigolosi, tracciati con tratti secchi, i katakana sono i cugini degli hiragana. Annotano esattamente le stesse quarantasei sillabe, ma con forme dritte e spezzate: «ア» al posto di «あ», «カ» al posto di «か». Nel Giappone di oggi servono soprattutto a scrivere le parole venute da fuori, i nomi stranieri, le onomatopee e tutto ciò che si vuole mettere in risalto, un po’ come il nostro corsivo. La loro origine è dotta. Nel nono secolo i monaci buddhisti che studiavano testi cinesi annotavano la pronuncia tra le righe. Per fare in fretta conservavano solo un pezzo di ogni carattere: la parte sinistra del kanji 阿 è diventata «ア», un frammento di 加 ha dato «カ». Mentre gli hiragana nascono dalla scrittura corsiva, i katakana sono dunque frammenti, e questo spiega il loro aspetto geometrico. Per chi parla italiano è la scrittura più divertente da decifrare, perché vi si riconoscono parole di casa. イタリア si legge Itaria, l’Italia; パスタ è pasuta, la pasta; ピアノ, piano, è il pianoforte, e al bar si ordina un カプチーノ (kapuchīno). Poiché il giapponese non ha quasi consonanti isolate, i prestiti si allungano di vocali: «spaghetti» diventa スパゲッティ (supagetti), «Roma» diventa ローマ (Rōma). Attenzione alle coppie che si somigliano: «シ» (shi) e «ツ» (tsu), «ソ» (so) e «ン» (n) differiscono solo per l’inclinazione dei tratti. Ogni carta di questo pacchetto mostra un katakana e chiede la sua lettura in rōmaji. Dopo qualche serie, i menu dei ristoranti e le sigle degli anime non avranno più segreti.

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Tutte le domande con risposta

Come si legge «ア»?

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a

«ア» si legge a. Come molti katakana, deriva dal kanji 「阿」, di cui i monaci buddhisti conservavano solo un frammento o una forma molto semplificata per annotare i testi.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in アニメ (anime), «i cartoni animati giapponesi».

Come si legge «イ»?

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i

«イ» si legge i. Come molti katakana, deriva dal kanji 「伊」, di cui i monaci buddhisti conservavano solo un frammento o una forma molto semplificata per annotare i testi.

💡 Lo sapevi? È la prima sillaba di イタリア (Itaria), il nome giapponese dell’Italia.

Come si legge «ウ»?

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u

«ウ» si legge u. Come molti katakana, deriva dal kanji 「宇」, di cui i monaci buddhisti conservavano solo un frammento o una forma molto semplificata per annotare i testi.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in ウイルス (uirusu), «il virus».

Come si legge «エ»?

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e

«エ» si legge e. Come molti katakana, deriva dal kanji 「江」, di cui i monaci buddhisti conservavano solo un frammento o una forma molto semplificata per annotare i testi.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in エスプレッソ (esupuresso), «il caffè espresso», una parola presa dall’italiano.

Come si legge «オ»?

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o

«オ» si legge o. Come molti katakana, deriva dal kanji 「於」, di cui i monaci buddhisti conservavano solo un frammento o una forma molto semplificata per annotare i testi.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in オペラ (opera), «l’opera lirica», parola di origine italiana.

Come si legge «カ»?

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ka

«カ» si legge ka. Come molti katakana, deriva dal kanji 「加」, di cui i monaci buddhisti conservavano solo un frammento o una forma molto semplificata per annotare i testi.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in カプチーノ (kapuchīno), «il cappuccino», preso dall’italiano.

Come si legge «キ»?

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ki

«キ» si legge ki. Come molti katakana, deriva dal kanji 「幾」, di cui i monaci buddhisti conservavano solo un frammento o una forma molto semplificata per annotare i testi.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in キッチン (kitchin), «la cucina» intesa come stanza.

Come si legge «ク»?

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ku

«ク» si legge ku. Come molti katakana, deriva dal kanji 「久」, di cui i monaci buddhisti conservavano solo un frammento o una forma molto semplificata per annotare i testi.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in クラス (kurasu), «la classe».

Come si legge «ケ»?

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ke

«ケ» si legge ke. Come molti katakana, deriva dal kanji 「介」, di cui i monaci buddhisti conservavano solo un frammento o una forma molto semplificata per annotare i testi.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in ケーキ (kēki), «la torta».

Come si legge «コ»?

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ko

«コ» si legge ko. Come molti katakana, deriva dal kanji 「己」, di cui i monaci buddhisti conservavano solo un frammento o una forma molto semplificata per annotare i testi.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in コーヒー (kōhī), «il caffè».

Come si legge «サ»?

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sa

«サ» si legge sa. Come molti katakana, deriva dal kanji 「散」, di cui i monaci buddhisti conservavano solo un frammento o una forma molto semplificata per annotare i testi.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in サッカー (sakkā), «il calcio».

Come si legge «シ»?

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shi

«シ» si legge shi. Come molti katakana, deriva dal kanji 「之」, di cui i monaci buddhisti conservavano solo un frammento o una forma molto semplificata per annotare i testi.

💡 Lo sapevi? È la prima sillaba di シチリア (Shichiria), la Sicilia.

Come si legge «ス»?

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su

«ス» si legge su. Come molti katakana, deriva dal kanji 「須」, di cui i monaci buddhisti conservavano solo un frammento o una forma molto semplificata per annotare i testi.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in スパゲッティ (supagetti), «gli spaghetti».

Come si legge «セ»?

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se

«セ» si legge se. Come molti katakana, deriva dal kanji 「世」, di cui i monaci buddhisti conservavano solo un frammento o una forma molto semplificata per annotare i testi.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in セーター (sētā), «il maglione».

Come si legge «ソ»?

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so

«ソ» si legge so. Come molti katakana, deriva dal kanji 「曽」, di cui i monaci buddhisti conservavano solo un frammento o una forma molto semplificata per annotare i testi.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in ソプラノ (sopurano), «il soprano», un termine musicale italiano.

Come si legge «タ»?

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ta

«タ» si legge ta. Come molti katakana, deriva dal kanji 「多」, di cui i monaci buddhisti conservavano solo un frammento o una forma molto semplificata per annotare i testi.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in タクシー (takushī), «il taxi».

Come si legge «チ»?

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chi

«チ» si legge chi. Come molti katakana, deriva dal kanji 「千」, di cui i monaci buddhisti conservavano solo un frammento o una forma molto semplificata per annotare i testi.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in チーム (chīmu), «la squadra».

Come si legge «ツ»?

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tsu

«ツ» si legge tsu. Come molti katakana, deriva dal kanji 「川」, di cui i monaci buddhisti conservavano solo un frammento o una forma molto semplificata per annotare i testi.

💡 Lo sapevi? In formato ridotto (ッ) raddoppia la consonante successiva, come in ロボット (robotto), «il robot». In formato normale lo si trova in ツアー (tsuā), «il tour».

Come si legge «テ»?

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te

«テ» si legge te. Come molti katakana, deriva dal kanji 「天」, di cui i monaci buddhisti conservavano solo un frammento o una forma molto semplificata per annotare i testi.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in テレビ (terebi), «la televisione».

Come si legge «ト»?

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to

«ト» si legge to. Come molti katakana, deriva dal kanji 「止」, di cui i monaci buddhisti conservavano solo un frammento o una forma molto semplificata per annotare i testi.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova due volte in トマト (tomato), «il pomodoro».

Come si legge «ナ»?

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na

«ナ» si legge na. Come molti katakana, deriva dal kanji 「奈」, di cui i monaci buddhisti conservavano solo un frammento o una forma molto semplificata per annotare i testi.

💡 Lo sapevi? È la prima sillaba di ナポリ (Napori), Napoli.

Come si legge «ニ»?

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ni

«ニ» si legge ni. Come molti katakana, deriva dal kanji 「二」, di cui i monaci buddhisti conservavano solo un frammento o una forma molto semplificata per annotare i testi.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in テニス (tenisu), «il tennis».

Come si legge «ヌ»?

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nu

«ヌ» si legge nu. Come molti katakana, deriva dal kanji 「奴」, di cui i monaci buddhisti conservavano solo un frammento o una forma molto semplificata per annotare i testi.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in カヌー (kanū), «la canoa».

Come si legge «ネ»?

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ne

«ネ» si legge ne. Come molti katakana, deriva dal kanji 「祢」, di cui i monaci buddhisti conservavano solo un frammento o una forma molto semplificata per annotare i testi.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in ネクタイ (nekutai), «la cravatta».

Come si legge «ノ»?

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no

«ノ» si legge no. Come molti katakana, deriva dal kanji 「乃」, di cui i monaci buddhisti conservavano solo un frammento o una forma molto semplificata per annotare i testi.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in ノート (nōto), «il quaderno».

Come si legge «ハ»?

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ha

«ハ» si legge ha. Come molti katakana, deriva dal kanji 「八」, di cui i monaci buddhisti conservavano solo un frammento o una forma molto semplificata per annotare i testi.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in ハンバーガー (hanbāgā), «l’hamburger».

Come si legge «ヒ»?

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hi

«ヒ» si legge hi. Come molti katakana, deriva dal kanji 「比」, di cui i monaci buddhisti conservavano solo un frammento o una forma molto semplificata per annotare i testi.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in ヒーロー (hīrō), «l’eroe».

Come si legge «フ»?

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fu

«フ» si legge fu. Come molti katakana, deriva dal kanji 「不」, di cui i monaci buddhisti conservavano solo un frammento o una forma molto semplificata per annotare i testi.

💡 Lo sapevi? Il suono sta a metà tra h e f. Lo si ritrova in フォーク (fōku), «la forchetta».

Come si legge «ヘ»?

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he

«ヘ» si legge he. Come molti katakana, deriva dal kanji 「部」, di cui i monaci buddhisti conservavano solo un frammento o una forma molto semplificata per annotare i testi.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in ヘリコプター (herikoputā), «l’elicottero».

Come si legge «ホ»?

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ho

«ホ» si legge ho. Come molti katakana, deriva dal kanji 「保」, di cui i monaci buddhisti conservavano solo un frammento o una forma molto semplificata per annotare i testi.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in ホテル (hoteru), «l’albergo».

Come si legge «マ»?

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ma

«マ» si legge ma. Come molti katakana, deriva dal kanji 「末」, di cui i monaci buddhisti conservavano solo un frammento o una forma molto semplificata per annotare i testi.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in マカロニ (makaroni), «i maccheroni».

Come si legge «ミ»?

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mi

«ミ» si legge mi. Come molti katakana, deriva dal kanji 「三」, di cui i monaci buddhisti conservavano solo un frammento o una forma molto semplificata per annotare i testi.

💡 Lo sapevi? È la prima sillaba di ミラノ (Mirano), Milano.

Come si legge «ム»?

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mu

«ム» si legge mu. Come molti katakana, deriva dal kanji 「牟」, di cui i monaci buddhisti conservavano solo un frammento o una forma molto semplificata per annotare i testi.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in ムース (mūsu), «la mousse».

Come si legge «メ»?

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me

«メ» si legge me. Come molti katakana, deriva dal kanji 「女」, di cui i monaci buddhisti conservavano solo un frammento o una forma molto semplificata per annotare i testi.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in メール (mēru), «l’e-mail».

Come si legge «モ»?

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mo

«モ» si legge mo. Come molti katakana, deriva dal kanji 「毛」, di cui i monaci buddhisti conservavano solo un frammento o una forma molto semplificata per annotare i testi.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in モッツァレラ (mottsarera), «la mozzarella».

Come si legge «ヤ»?

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ya

«ヤ» si legge ya. Come molti katakana, deriva dal kanji 「也」, di cui i monaci buddhisti conservavano solo un frammento o una forma molto semplificata per annotare i testi.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in タイヤ (taiya), «lo pneumatico».

Come si legge «ユ»?

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yu

«ユ» si legge yu. Come molti katakana, deriva dal kanji 「由」, di cui i monaci buddhisti conservavano solo un frammento o una forma molto semplificata per annotare i testi.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in ユニフォーム (yunifōmu), «la divisa sportiva».

Come si legge «ヨ»?

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yo

«ヨ» si legge yo. Come molti katakana, deriva dal kanji 「与」, di cui i monaci buddhisti conservavano solo un frammento o una forma molto semplificata per annotare i testi.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in ヨーグルト (yōguruto), «lo yogurt».

Come si legge «ラ»?

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ra

«ラ» si legge ra. Come molti katakana, deriva dal kanji 「良」, di cui i monaci buddhisti conservavano solo un frammento o una forma molto semplificata per annotare i testi.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in ラザニア (razania), «le lasagne».

Come si legge «リ»?

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ri

«リ» si legge ri. Come molti katakana, deriva dal kanji 「利」, di cui i monaci buddhisti conservavano solo un frammento o una forma molto semplificata per annotare i testi.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in リゾット (rizotto), «il risotto».

Come si legge «ル»?

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ru

«ル» si legge ru. Come molti katakana, deriva dal kanji 「流」, di cui i monaci buddhisti conservavano solo un frammento o una forma molto semplificata per annotare i testi.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in ルール (rūru), «la regola».

Come si legge «レ»?

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re

«レ» si legge re. Come molti katakana, deriva dal kanji 「礼」, di cui i monaci buddhisti conservavano solo un frammento o una forma molto semplificata per annotare i testi.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in レストラン (resutoran), «il ristorante».

Come si legge «ロ»?

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ro

«ロ» si legge ro. Come molti katakana, deriva dal kanji 「呂」, di cui i monaci buddhisti conservavano solo un frammento o una forma molto semplificata per annotare i testi.

💡 Lo sapevi? È la prima sillaba di ローマ (Rōma), Roma.

Come si legge «ワ»?

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wa

«ワ» si legge wa. Come molti katakana, deriva dal kanji 「和」, di cui i monaci buddhisti conservavano solo un frammento o una forma molto semplificata per annotare i testi.

💡 Lo sapevi? Lo si ritrova in ワイン (wain), «il vino».

Come si legge «ヲ»?

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wo

«ヲ» si trascrive wo ma oggi si pronuncia o, come «オ». Deriva dal kanji 「乎」.

💡 Lo sapevi? Nel katakana moderno «ヲ» non compare quasi mai: lo si vede soprattutto in testi scritti interamente in katakana, come i vecchi telegrammi, o come effetto stilistico.

Come si legge «ン»?

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n

«ン» si legge n. La sua origine è discussa: lo si collega a un antico segno di notazione fonetica più che a un kanji preciso.

💡 Lo sapevi? Come il corrispondente hiragana, non apre nessuna parola giapponese comune. Lo si trova alla fine di パン (pan), «il pane», una parola arrivata dal portoghese.

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