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L’alfabeto greco
24 domande · Lingue
Alfa, beta, gamma: l’alfabeto greco è alla radice della nostra scrittura e lo incontriamo ogni giorno in matematica, in fisica e perfino nel linguaggio comune. La parola stessa «alfabeto» nasce dai nomi delle prime due lettere, alfa e beta, e in informatica una versione beta è ancora oggi la prova generale che segue la fase alfa. I Greci presero i segni dai Fenici e aggiunsero le vocali: da quel momento ogni suono della lingua ebbe la sua lettera. Il gamma ha dato origine sia alla C sia alla G latine, mentre il delta di un fiume deve il nome alla forma triangolare della Δ maiuscola, come notava già Erodoto guardando il Nilo. Epsilon significa «e semplice», omicron «o piccola» e omega «o grande»: nomi che raccontano come i Greci distinguevano suoni oggi confusi. La zeta, ultima nel nostro alfabeto, nel greco sta al sesto posto. Con il tempo la pronuncia è cambiata: l’eta, che indicava una e lunga, nel greco moderno si legge «i», e il beta è diventato «vita». La theta ha un suono aspirato che in italiano non esiste, mentre xi e psi racchiudono due suoni in un solo segno. In matematica pi misura il cerchio, sigma indica una somma, lambda una lunghezza d’onda e mu il prefisso micro. Diciamo «non cambiare uno iota» per dire non toccare nulla, e l’ypsilon, presa in prestito dai Romani, è diventata la nostra Y, la «i greca». Con chi, kappa, nu, rho, tau e phi, questo pacchetto ti fa ripassare tutte le ventiquattro lettere, dalla prima all’ultima.
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