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Latino: parole e locuzioni
12 domande · Lingue
L’Impero romano è scomparso da molti secoli, ma la sua lingua vive ancora intorno a noi, e in italiano più che altrove. Nella scienza, nel diritto, nella Chiesa e perfino sulle meridiane incontriamo frasi latine che in poche parole dicono quello che interi libri faticano a spiegare. Conoscerne il significato aiuta a capire meglio i nostri proverbi e un bel pezzo della cultura europea.
Questo pacchetto raccoglie le locuzioni più celebri arrivate da Roma. Il poeta Orazio invita a cogliere l’attimo con «Carpe diem». Cesare annuncia una vittoria lampo con «Veni, vidi, vici», cioè «venni, vidi, vinsi», e attraversando il Rubicone dichiara che il dado è tratto. Cartesio fonda la sua filosofia su «Cogito ergo sum», penso dunque sono, mentre il vecchio «In vino veritas» ricorda che nel vino c’è la verità e che l’ebbrezza scioglie la lingua.
Altre formule parlano di fatica e di tempo: «Per aspera ad astra» porta attraverso le asperità fino alle stelle, «Tempus fugit», inciso su tanti orologi, avverte che il tempo fugge, e «Memento mori» ricorda che devi morire. «Errare humanum est» ci consola, perché sbagliare è umano, e Giovenale con «Panem et circenses» accusava i Romani di accontentarsi di pane e giochi. Infine ci sono le espressioni di tutti i giorni: lo «status quo», cioè lo stato attuale delle cose, e l’onnipresente «et cetera», che significa e così via. Molte cose che suonano sagge e senza tempo, i Romani le avevano già dette duemila anni fa.
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