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Le basi della meteorologia
17 domande · Natura
Perché in Italia il maltempo arriva quasi sempre da ovest, e perché il vento gira attorno a una depressione in senso antiorario? Questo pacchetto apre le quinte delle previsioni del tempo, quelle che generazioni di italiani hanno seguito la sera davanti al televisore, con le cartine piene di simboli e di frecce. Si comincia dall'anticiclone, dove l'aria scende, dissolve le nuvole e porta di solito un tempo stabile, come il celebre anticiclone delle Azzorre che regala le estati serene, e dalla depressione, motore delle perturbazioni. Si segue poi il fronte freddo, il confine dove l'aria polare si infila sotto l'aria mite e la solleva in alte nubi a cavolfiore, con rovesci brevi e violenti.
Vengono poi gli strumenti, e qui l'Italia ha molto da raccontare: il barometro lo costruì Evangelista Torricelli nel 1643, allievo di Galileo, con un tubo pieno di mercurio, mentre l'igrometro nelle sue prime versioni usava un capello umano, come quello perfezionato dal ginevrino Horace-Bénédict de Saussure. Oggi la pressione si esprime in ettopascal, nuovo nome del vecchio millibar, e al livello del mare vale in media 1013 hPa. Il punto di rugiada indica la temperatura alla quale il vapore condensa, l'umidità relativa dice quanta parte del massimo possibile l'aria contiene già, e sono le differenze di pressione a far nascere il vento.
La scala Beaufort ne classifica la forza in dodici gradi, fino all'uragano. Tutto questo accade nella troposfera, spessa da 8 a 15 chilometri, dove l'aria perde circa 0,65 gradi ogni 100 metri di quota: per questo sulle vette nevica mentre a valle piove. Più in alto corre la corrente a getto, a quasi 500 chilometri orari. E per finire una distinzione che si confonde spesso: il meteo descrive il tempo di un giorno, il clima ne fa la media su trent'anni.
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