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Leggende del tennis
10 domande · Sport
Alcuni campioni sono andati oltre il loro sport. Negli anni Settanta lo svedese Björn Borg, imperturbabile, vince cinque Wimbledon di fila e sei Roland Garros prima di ritirarsi a soli 26 anni. Negli stessi anni la statunitense Billie Jean King trionfa nella celebre «battaglia dei sessi» e fonda la WTA perché le giocatrici vengano finalmente pagate come i colleghi. Martina Navratilova, fuggita dalla Cecoslovacchia nel 1975, regna poi sull’erba londinese con nove titoli in singolare, un record.
Nel 1985 un tedesco di 17 anni, Boris Becker, diventa il più giovane vincitore di Wimbledon grazie a un servizio devastante. Tre anni dopo la sua connazionale Steffi Graf compie un’impresa mai più ripetuta: i quattro tornei del Grande Slam e l’oro olimpico nello stesso anno, il «Golden Slam» del 1988. Gli anni Novanta mettono di fronte due statunitensi agli antipodi: Pete Sampras, maestro del servizio e volée con 14 titoli dello Slam, e Andre Agassi, chioma ribelle e risposta al servizio fenomenale, che completa la collezione dei quattro Slam al Roland Garros del 1999.
Poi arriva l’età dell’oro. Lo svizzero Roger Federer, l’eleganza fatta tennista, conquista 20 titoli dello Slam, fra cui otto Wimbledon. Lo spagnolo Rafael Nadal, mancino instancabile dal topspin esasperato, trionfa quattordici volte al Roland Garros e diventa il «re di Parigi». Insieme a Novak Djokovic si dividono per quasi vent’anni i trofei più importanti, e nel 2022 Federer dà l’addio in un doppio al fianco di Nadal. Fra le donne Serena Williams domina per due decenni e detiene il record dell’era Open con 23 titoli dello Slam in singolare, uno dei quali vinto a Melbourne nel 2017 quando era già incinta.
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