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Luigi XVI
9 domande · Storia
Luigi XVI nacque a Versailles nel 1754 e diventò re di Francia nel 1774. Il suo governo affrontò una grave crisi finanziaria, aggravata dalle spese militari e dai limiti del sistema fiscale. Il sostegno alla guerra d’indipendenza americana indebolì la Gran Bretagna, ma aumentò anche il costo del debito francese. Nel 1789 la convocazione degli Stati generali aprì una crisi politica che divenne la Rivoluzione francese. La presa della Bastiglia del 14 luglio fu un passaggio simbolico, non l’unico punto di inizio dell’intero processo.
Il re era sposato con Maria Antonietta d’Austria. L’immagine di una coppia responsabile di ogni problema nazionale fu costruita anche da polemiche e propaganda: le responsabilità personali vanno distinte dalle voci infondate. Nel 1791 la fuga della famiglia reale fu fermata a Varennes, danneggiando ulteriormente la fiducia nel sovrano. Seguirono la monarchia costituzionale, la guerra e la radicalizzazione del conflitto. La monarchia fu abolita nel settembre 1792 e la repubblica nacque prima dell’esecuzione del re, non dopo di essa.
Processato dalla Convenzione come Louis Capet, Luigi fu condannato a morte e ghigliottinato il 21 gennaio 1793. Aveva trentotto anni. Fra i suoi interessi personali era nota la lavorazione delle serrature e dei meccanismi; ridurre però l’intero regno alla caricatura di un artigiano incapace di governare sarebbe una spiegazione troppo semplice. La sua vicenda mostra l’intreccio di decisioni individuali, crisi delle istituzioni e trasformazioni sociali.
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