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Meteo estremo
17 domande · Natura
Quando l'atmosfera si scatena, il tempo diventa spettacolare, e questo pacchetto ne raccoglie i volti più estremi. Lo stesso vortice gigante si chiama uragano sopra l'Atlantico, tifone nel Pacifico occidentale e semplicemente ciclone nell'oceano Indiano. Al suo centro regna l'occhio, una calma ingannevole in cui il cielo si apre, prima che l'altra metà della tempesta colpisca. Per misurare questi colossi c'è la scala Saffir-Simpson, che classifica gli uragani da 1 a 5, e la scala Fujita, che giudica i tornado in base ai danni.
I tornado si concentrano nella Tornado Alley, al centro degli Stati Uniti, ma l'Italia non ne è risparmiata: quello che l'8 luglio 2015 colpì la Riviera del Brenta è rimasto nella memoria del Veneto. Nel Pacifico, El Niño e La Niña battono il tempo del clima mondiale, riscaldando e poi raffreddando l'oceano. Un fulmine scalda l'aria a circa 30.000 gradi, e la regola dei tre secondi per chilometro permette di stimare la distanza di un temporale contando tra il lampo e il tuono.
Poi vengono i venti: il monsone che bagna l'Asia meridionale, il föhn caldo e secco delle Alpi, il blizzard che cancella tutto nella neve. Sulle nostre coste la marea di tempesta richiama l'acqua alta del 4 novembre 1966 a Venezia; la tempesta Vaia dell'ottobre 2018 ha mostrato che cosa significa un vento di forza 12, l'uragano della scala Beaufort, che comincia a 118 km/h. Senza dimenticare la grandine, i cui chicchi crescono a forza di salite e discese nella nube, e la siccità, che nel 2022 ha lasciato il Po quasi in secca.
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