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Minerva
12 domande · Mitologia
Minerva è la dea romana della saggezza, dell'artigianato, delle arti e della strategia in guerra. Dea vergine e avveduta, proteggeva tanto gli artigiani quanto i maestri di scuola, i medici e gli artisti. Con il nome di Minerva Medica i medici la veneravano come loro patrona. Eppure non era nata romana: veniva dagli Etruschi, che la chiamavano Menrva, e i Romani la identificarono poi con l'Atena dei Greci.
Con Giove e Giunone formava la Triade capitolina, il gruppo divino supremo di Roma. La sua grande festa, le Quinquatrie, durava cinque giorni a partire dal 19 marzo ed era cara soprattutto agli artigiani e agli scolari, che avevano vacanza e portavano al maestro il «minerval», la retta scolastica. Nel tempio di Vesta si custodiva inoltre il Palladio, una statua della dea che il troiano Enea avrebbe salvato da Troia in fiamme e da cui, si credeva, dipendeva la sopravvivenza di Roma.
L'Italia è piena di sue tracce. Ad Assisi il cosiddetto Tempio di Minerva domina ancora piazza del Comune; a Roma la chiesa di Santa Maria sopra Minerva sorge, secondo la tradizione, sopra un suo santuario, e vicino alla stazione Termini resta il rudere detto tempio di Minerva Medica. Davanti al rettorato della Sapienza veglia la Minerva in bronzo di Arturo Martini.
Il suo animale sacro è la civetta, che ancora oggi è simbolo di sapere e compare perfino sulla moneta greca da un euro. Il filosofo Hegel ne ha tratto un'immagine celebre: «la nottola di Minerva inizia il suo volo sul far del crepuscolo», perché la saggezza comprende un'epoca solo quando questa è compiuta. Con l'elmo, la lancia, lo scudo e la civetta, Minerva è rimasta in Europa l'allegoria dell'intelligenza e degli studi.
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