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Morbillo
10 domande · Salute e medicina
Il morbillo è tra le malattie più contagiose che esistano: in un ambiente non protetto un solo malato può contagiarne una dozzina di altri. È causato dal virus del morbillo, che si trasmette per via aerea, con goccioline sottilissime capaci di restare a lungo sospese in una stanza. Dopo alcuni giorni di febbre, raffreddore e congiuntivite compaiono in bocca le macchie di Koplik, piccoli puntini bianchi, e poi un’eruzione cutanea rossa che scende dal viso verso tutto il corpo.
A lungo è stato considerato una malattia infantile innocua. È invece pericoloso: polmoniti, otiti, talvolta encefalite acuta e, anni dopo, un’encefalite mortale, la panencefalite sclerosante subacuta. L’infezione indebolisce inoltre la memoria immunitaria e rende più vulnerabili ad altri microbi.
Un vaccino efficace esiste dagli anni Sessanta, oggi di solito nella forma del vaccino MPR contro morbillo, parotite e rosolia. In Italia, dopo la grande epidemia del 2017 con quasi cinquemila casi, la legge 119 del 2017 lo ha reso obbligatorio per i minori, e il morbillo è una malattia a notifica obbligatoria. Poiché il virus è estremamente contagioso, deve essere vaccinato circa il 95 % della popolazione per impedire i focolai: appena la copertura cala, il morbillo ritorna, mentre potrebbe essere eliminato come il vaiolo.
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