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Nuoto: le basi
8 domande · Sport
Nelle gare di nuoto si usano quattro stili, ognuno con un carattere preciso. Lo stile libero è il più veloce: si nuota a pancia in giù con bracciata alternata. In teoria nelle gare di stile libero si può usare qualsiasi tecnica, ma in pratica tutti scelgono questa, perché è di gran lunga la più rapida. Il dorso si nuota sulla schiena ed è l’unico stile in cui si parte dall’acqua invece che dal blocco, con le mani aggrappate alle maniglie e i piedi contro la parete. La rana è il più lento dei quattro, ma anche l’unico in cui testa e spalle escono regolarmente dall’acqua. La farfalla, infine, è il più faticoso: le braccia si muovono insieme e le gambe compiono un’ondulazione simultanea, in perfetta sincronia.
Le gare olimpiche si disputano in vasca lunga, cioè in una piscina di 50 metri; la vasca corta misura 25 metri e, con più virate, regala di solito tempi più rapidi. La virata stessa è un gesto tecnico: nello stile libero il nuotatore fa una capriola sott’acqua e si spinge con forza contro la parete, guadagnando decimi preziosi.
Alcune gare uniscono più stili o più atleti. Nei misti individuali si nuotano in successione farfalla, dorso, rana e stile libero, in un ordine fisso. Nella staffetta quattro nuotatori della stessa squadra si danno il cambio, e il passaggio si gioca spesso sul centesimo: chi parte può prendere lo slancio, ma i suoi piedi devono lasciare il blocco solo dopo il tocco del compagno.
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