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Nut
12 domande · Mitologia
Nut è la dea egizia del cielo. La si raffigura come un immenso corpo di donna cosparso di stelle, inarcato sopra la terra: la punta delle dita delle mani e dei piedi tocca i quattro punti cardinali, mentre suo fratello e sposo, il dio della terra Geb, giace disteso sotto di lei. Tra i due sta Shu, il dio dell'aria, che separò con la forza i due amanti e da allora sorregge la volta celeste.
Ogni sera Nut inghiotte il sole, che attraversa il suo corpo durante la notte, e ogni mattina lo rimette al mondo. Incarna così il ciclo eterno del tramonto e della rinascita. Per questo la si dipingeva all'interno dei coperchi dei sarcofagi, distesa sopra il morto per accoglierlo come un bambino e permettergli a sua volta di rinascere; al Museo Egizio di Torino diverse casse funerarie la mostrano proprio così, con le braccia tese sopra il defunto.
Nut è anche la madre dei grandi dei del mito di Osiride: Osiride, Iside, Seth e Nefti. Secondo il racconto tramandato da Plutarco, Ra le aveva proibito di partorire durante i 360 giorni dell'anno. Thot sfidò allora la Luna a una partita, le vinse una parte della sua luce e ne formò cinque giorni supplementari, i giorni epagomeni. In quei cinque giorni nacquero Osiride, Horus il Vecchio, Seth, Iside e Nefti.
La si vede, lunga e distesa, sul soffitto del tempio di Hathor a Dendera, dove inghiotte il sole la sera per partorirlo al mattino. Dallo stesso tempio proviene il celebre zodiaco di Dendera, giunto a Parigi nel 1821 e oggi esposto al Louvre.
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