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Pallamano: le basi
8 domande · Sport
La pallamano è uno degli sport di squadra più veloci che esistano, e in paesi come Germania, Francia, Danimarca e Spagna riempie i palazzetti come il calcio riempie gli stadi. Il principio è semplice: due squadre di sette giocatori, sei di movimento e un portiere, si contendono un pallone che si gioca quasi soltanto con le mani. Una partita dura 60 minuti, divisi in due tempi da trenta con un intervallo, e i punteggi superano spesso i venticinque gol per squadra.
Alcune regole danno al gioco il suo ritmo inconfondibile. Con la palla in mano si possono fare al massimo tre passi; oltre, l'arbitro fischia i passi, e per questo il gioco vive di passaggi rapidi e fluidi. Davanti a ogni porta si apre l'area di porta, il semicerchio dei sei metri in cui può entrare soltanto il portiere: gli attaccanti staccano dalla linea e tirano in volo. Il pivot, invece, si muove spalle alla porta in mezzo alla difesa avversaria, pronto a ricevere palloni negli spazi più stretti.
I falli si pagano cari. Quando un intervento irregolare distrugge una chiara occasione da gol, l'arbitro concede il tiro dei 7 metri, un duello diretto fra tiratore e portiere, l'equivalente del calcio di rigore. Un fallo grave vale un'esclusione temporanea di due minuti, che lascia la squadra in inferiorità numerica; alla terza esclusione arriva il cartellino rosso. E appena il pallone viene recuperato tutti corrono: il contropiede, lanciato prima che la difesa si sia schierata, è l'arma preferita delle grandi squadre.
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