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Pallavolo: le basi
15 domande · Sport
La pallavolo nacque nel 1895 negli Stati Uniti, ma in Italia è di casa: dalla «generazione di fenomeni» degli anni Novanta all’oro olimpico conquistato dalla nazionale femminile a Parigi nel 2024, il volley riempie palazzetti e salotti. Per seguire una partita bastano poche regole.
Ogni squadra schiera 6 giocatori, divisi da una rete posta a 2,43 m nel settore maschile e a 2,24 m in quello femminile. Un set si gioca a 25 punti con due punti di scarto, e per vincere la partita bisogna aggiudicarsi tre set. Se si arriva sul due pari, un quinto set, il tie-break, si gioca soltanto a 15 punti. Dalla fine degli anni Novanta ogni scambio vale un punto, indipendentemente da chi ha servito.
Una squadra ha a disposizione al massimo tre tocchi per rinviare il pallone. Tutto comincia con la battuta; quando porta direttamente il punto si parla di ace. Seguono la ricezione e poi l’alzata, che prepara l’attacco. Il gesto più spettacolare resta la schiacciata, il colpo potente che fa precipitare la palla nel campo avversario a oltre 100 km/h. Per opporsi, i giocatori di prima linea saltano a muro, l’unica azione in cui si possono portare le mani oltre la rete. Alle loro spalle vigila il libero, lo specialista della difesa riconoscibile dalla maglia di colore diverso.
La pallavolo ha anche una cugina da spiaggia: il beach volley, giocato due contro due sulla sabbia e olimpico dal 1996.
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