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Pallavolo: ruoli e rotazione
14 domande · Sport
Sei giocatori per squadra, sei posizioni e una regola che obbliga tutti a cambiare posto: la rotazione dà alla pallavolo la sua logica particolare. In campo tre giocatori formano la prima linea, vicino alla rete, e altri tre la seconda linea. Solo chi è in prima linea può murare e attaccare sopra il bordo della rete dalla zona d’attacco.
Ogni ruolo ha il suo compito. Il palleggiatore è il regista: tocca quasi ogni secondo pallone e sceglie l’attaccante che dovrà colpire. Lo schiacciatore, in posto 4, riceve le battute e poi attacca dalla zona sinistra; è il ruolo più completo, perché attaccare subito dopo aver ricevuto è particolarmente difficile. Il centrale, spesso il più alto della squadra, organizza il muro in mezzo alla rete e lancia attacchi veloci. L’opposto, schierato in diagonale rispetto al palleggiatore, è spesso il realizzatore più potente e chiude i punti decisivi. Infine il libero, riconoscibile dalla maglia di colore diverso, è un puro specialista della difesa: non può attaccare sopra il bordo della rete, non batte e non mura.
La rotazione avviene in senso orario, ma solo quando una squadra conquista il cambio palla, cioè riprende la battuta agli avversari. Così ogni giocatore passa per tutte le posizioni e prima o poi va al servizio. La rete è alta 2,43 m per gli uomini e 2,24 m per le donne. La nazionale italiana degli anni Novanta, la cosiddetta generazione di fenomeni, ha reso familiari questi ruoli a un intero Paese.
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