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Pan
12 domande · Mitologia
Pan è il dio greco dei pastori, dei boschi e della natura selvaggia: metà uomo e metà caprone, con le corna, le zampe di capra e una barba ispida. Nato in Arcadia, regione montuosa del Peloponneso, passa per lo più per figlio di Ermes; alla sua nascita il suo aspetto spaventò tanto la madre che lei fuggì. Protegge le greggi, ama la danza e riempie monti e pascoli con il suono del suo flauto.
Quel flauto ha una storia. La ninfa Siringa, inseguita da Pan, fu trasformata in canne sulla riva di un fiume; il dio tagliò steli di lunghezze diverse e li legò insieme: così nacque il flauto di Pan. Anche la ninfa Eco gli sfuggì e sopravvisse soltanto come voce che rimanda nelle valli la fine delle parole.
Ma Pan ha anche un lato inquietante. A mezzogiorno, quando il caldo opprime la campagna, era meglio non disturbare il suo sonno: poteva seminare un terrore improvviso e senza causa, il panico, che porta ancora il suo nome. Prima della battaglia di Maratona, racconta Erodoto, promise il suo aiuto agli Ateniesi e gettò lo sgomento tra i Persiani; Atene gli dedicò poi una grotta sotto l'Acropoli. Plutarco riferisce che un giorno una voce gridò sul mare: «Il grande Pan è morto».
I Romani lo identificarono con Fauno, e le sue corna e le zampe caprine ispirarono l'immagine cristiana del diavolo. In Italia la sua terra divenne un sogno letterario: Jacopo Sannazaro scrisse l'Arcadia, e a Roma nacque l'Accademia dell'Arcadia, che aveva per insegna proprio la siringa di Pan. Al Museo Archeologico Nazionale di Napoli lo si vede mentre insegna al giovane pastore Dafni a suonarla.
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