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Persefone
12 domande · Mitologia
Persefone è insieme la dea greca degli inferi e quella della primavera: una figura sospesa tra la vita e la morte. Figlia di Demetra, dea delle messi, cresce nella luce con il nome di Kore, «la fanciulla». Un giorno, mentre coglieva fiori in un prato, la terra si aprì: Ade comparve sul suo carro e la portò nel regno sotterraneo per farne la sua regina. Zeus aveva acconsentito in segreto al rapimento. La tradizione siciliana colloca la scena presso il lago di Pergusa, vicino a Enna, come ricorda Ovidio.
Pazza di dolore, Demetra vagò per la terra e i campi smisero di produrre. Zeus dovette cedere: Persefone sarebbe tornata. Ma negli inferi aveva mangiato alcuni chicchi di melagrana, e chi assaggia il cibo dei morti resta legato a loro. Da allora passa una parte dell'anno accanto ad Ade, per lo più un terzo, e il resto con la madre. Quando risale la terra fiorisce; quando ridiscende arriva l'inverno: così si spiegano le stagioni, e i misteri di Eleusi celebravano questo ciclo di morte e rinascita.
Regina temuta, incuteva un tale timore che si evitava di pronunciarne il nome e la si chiamava «la Signora», Despoina. Gelosa, trasformò la ninfa Minta, amata da Ade, in una pianta, la menta; contese anche ad Afrodite il bell'Adone. Le Sirene, si dice, erano state sue compagne di gioco.
I Romani la chiamavano Proserpina. Il Ratto di Proserpina di Gian Lorenzo Bernini, alla Galleria Borghese di Roma, ne è l'immagine più sorprendente: le dita di Plutone affondano nella coscia della dea come se il marmo fosse carne.
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