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Politica e potere
6 domande · Società e vita quotidiana
Il potere politico ha una particolarità: non lo si eredita per talento e non lo si conquista da sole. Bisogna guadagnarlo in assemblee, partiti ed elezioni, cioè in istituzioni costruite per secoli senza le donne. Questo pacchetto riunisce sei donne che ci sono arrivate comunque, e per strade molto diverse.
Angela Merkel era una fisica nella Germania orientale ed entrò in politica solo dopo la caduta del Muro; poi guidò per sedici anni la più grande economia d'Europa. Indira Gandhi crebbe nel cuore della politica indiana come figlia del primo capo del governo, segnò il paese per molti anni e nel 1984 fu assassinata dalle sue stesse guardie del corpo. Kamala Harris, già procuratrice generale della California, divenne vicepresidente degli Stati Uniti, prima persona con radici afroamericane e sudasiatiche a ricoprire quella carica.
Altre hanno inciso senza mai ricoprire una carica elettiva. Eleanor Roosevelt reinventò il ruolo di First Lady e in seguito presiedette la commissione che redasse la Dichiarazione universale dei diritti umani. Michelle Obama, avvocata laureata a Princeton e ad Harvard, usò lo stesso ruolo per l'alimentazione sana dei bambini e l'istruzione delle ragazze; il suo libro «Becoming. La mia storia» è stato un successo mondiale. E Hannah Arendt, che fuggì dai nazisti e per anni fu apolide, scrisse i libri con cui ancora oggi si cerca di capire come funziona il dominio totalitario, e coniò l'espressione «banalità del male».
Sei percorsi che mostrano una verità scomoda: arrivare in alto era difficile, restarci senza rinunciare alle proprie convinzioni lo era ancora di più.
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