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Premio Nobel: fisica
10 domande · Scienze
La storia del premio Nobel per la fisica si legge come quella di una rivoluzione. Il primissimo, nel 1901, va a Wilhelm Conrad Röntgen per i raggi X scoperti nel 1895; lo scienziato rinuncia a ogni brevetto perché tutti possano trarne beneficio. Nel 1903 Marie Curie divide il premio con il marito Pierre e con Henri Becquerel per la radioattività e diventa la prima donna premiata con un Nobel. Nel 1909 è la volta di Guglielmo Marconi, premiato con Ferdinand Braun per la telegrafia senza fili.
Poi arriva l'era dei quanti. Max Planck, premiato per il 1918, aveva introdotto pacchetti di energia che lui stesso considerava un artificio di calcolo. Albert Einstein riceve il premio del 1921 non per la relatività, giudicata troppo discussa, ma per l'effetto fotoelettrico. Niels Bohr viene premiato nel 1922 per il suo modello dell'atomo, poi Werner Heisenberg per la meccanica quantistica, a titolo del 1932, ed Erwin Schrödinger nel 1933, insieme a Paul Dirac, per la meccanica ondulatoria e il suo famoso gatto.
Nel 1938 Enrico Fermi, il capo dei ragazzi di via Panisperna, approfitta del viaggio a Stoccolma per fuggire dall'Italia fascista e dalle leggi razziali; costruirà poi il primo reattore nucleare. Dopo la guerra John Bardeen diventa l'unico a ricevere due volte il premio per la fisica, nel 1956 per il transistor e nel 1972 per la superconduttività. Nel 1965 Richard Feynman, narratore geniale e professore adorato, condivide il premio con Schwinger e Tomonaga per l'elettrodinamica quantistica. E la tradizione italiana continua con Emilio Segrè nel 1959, Carlo Rubbia nel 1984, Riccardo Giacconi nel 2002 e Giorgio Parisi nel 2021.
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