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Premio Nobel: letteratura
10 domande · Scienze
Ogni autunno l'Accademia svedese annuncia il nome di uno scrittore, e il mondo delle lettere trattiene il fiato. L'Italia occupa un posto d'onore in questa storia: Giosuè Carducci viene premiato nel 1906, la sarda Grazia Deledda nel 1926, Luigi Pirandello nel 1934, poi Salvatore Quasimodo nel 1959, Eugenio Montale nel 1975 e Dario Fo nel 1997. Nel 1929 tocca a Thomas Mann, celebrato soprattutto per «I Buddenbrook», grande saga del declino di una famiglia di mercanti di Lubecca. Nel 1946 è la volta di Hermann Hesse, autore del «Lupo della steppa» e di «Siddharta», libri che diventeranno di culto negli anni degli hippie.
Il premio a volte sorprende. Nel 1953 non va a un romanziere ma a Winston Churchill, primo ministro britannico, lodato per i suoi libri di storia e per i suoi discorsi. Nel 1954 Ernest Hemingway viene premiato dopo «Il vecchio e il mare». Nel 1957 Albert Camus, autore dello «Straniero» e della «Peste», lo riceve a soli 44 anni. Nel 1964 Jean-Paul Sartre fa scandalo rifiutandolo di sua volontà: lo scrittore, diceva, non deve lasciarsi trasformare in un'istituzione.
I decenni successivi aprono il premio al mondo. Gabriel García Márquez lo riceve nel 1982, quindici anni dopo «Cent'anni di solitudine», capolavoro del realismo magico. Nel 1993 Toni Morrison, autrice di «Amatissima», diventa la prima donna afroamericana premiata. Nel 2016 Bob Dylan è il primo cantautore a vincerlo e impiega giorni a reagire. Infine nel 2017 Kazuo Ishiguro, nato in Giappone e autore di «Quel che resta del giorno», entra in questo elenco prestigioso.
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