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Premio Nobel: medicina
10 domande · Scienze
Il premio Nobel per la fisiologia o la medicina ha accompagnato le più grandi vittorie contro le malattie. Il primissimo, nel 1901, va a Emil von Behring per la sieroterapia contro la difterite. L'anno dopo viene premiato Ronald Ross per aver dimostrato che le zanzare trasmettono la malaria, mentre resta escluso l'italiano Giovanni Battista Grassi, che aveva individuato nella zanzara anofele il vettore della malaria umana. Nel 1905 tocca a Robert Koch, l'uomo del bacillo della tubercolosi, e nel 1906 a Camillo Golgi, che divide il premio con Santiago Ramón y Cajal per gli studi sul sistema nervoso.
Altre scoperte hanno cambiato la vita di tutti. Karl Landsteiner, premiato nel 1930, ha individuato i gruppi sanguigni che rendono sicure le trasfusioni. Frederick Banting divide il premio del 1923 con John Macleod per l'insulina e resta, a 32 anni, il più giovane vincitore per la medicina. Alexander Fleming, che aveva notato per caso una muffa capace di uccidere i batteri, viene premiato nel 1945 con Florey e Chain per la penicillina.
Poi entra in scena la biologia moderna. Nel 1962 Watson, Crick e Wilkins vengono premiati per la doppia elica del DNA, senza Rosalind Franklin, morta nel frattempo. Konrad Lorenz, l'etologo seguito dalle sue oche selvatiche, condivide il premio del 1973. Barbara McClintock lo riceve da sola nel 1983 per i geni saltanti osservati nel mais, e nel 1986 Rita Levi-Montalcini viene premiata per la scoperta del fattore di crescita nervoso. Infine nel 2023 Katalin Karikó e Drew Weissman vengono premiati per le ricerche che hanno reso possibili i vaccini a RNA messaggero contro la Covid-19.
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