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Premio Nobel: pace
10 domande · Scienze
Il premio Nobel per la pace è l'unico che viene consegnato a Oslo, e forse quello che fa discutere di più. Il primissimo, nel 1901, è diviso tra il pacifista francese Frédéric Passy e il ginevrino Henry Dunant, fondatore della Croce Rossa, che finì i suoi giorni in un modesto ospizio di Heiden. L'organizzazione nata dalla sua idea, il Comitato internazionale della Croce Rossa, diventerà l'unica a ricevere il premio tre volte, nel 1917, nel 1944 e nel 1963. Già nel 1907 il premio arriva anche in Italia: lo riceve il giornalista milanese Ernesto Teodoro Moneta, che da ragazzo aveva combattuto nelle Cinque giornate di Milano ed era diventato un convinto pacifista. È ancora oggi l'unico italiano premiato per la pace.
Il medico alsaziano Albert Schweitzer, premiato per il 1952, cura i malati di Lambaréné nel nome del «rispetto per la vita». Nel 1964 Martin Luther King, a 35 anni, viene premiato per la sua lotta non violenta contro la segregazione e dona tutto il denaro al movimento per i diritti civili. Willy Brandt segue nel 1971 per la sua politica di riconciliazione con l'Est, simboleggiata dall'inginocchiamento di Varsavia. Nel 1979 Madre Teresa, che assiste i più poveri di Calcutta, fa annullare il banchetto per destinare il denaro ai bisognosi.
Nel 1993 Nelson Mandela condivide il premio con Frederik de Klerk per la fine dell'apartheid, prima di diventare presidente del Sudafrica. Barack Obama lo riceve nel 2009, pochi mesi dopo l'insediamento, e Malala Yousafzai diventa nel 2014, a 17 anni, la più giovane vincitrice della storia. Resta un'assenza celebre: Gandhi, candidato più volte, non fu mai premiato, una lacuna che il comitato stesso ha finito per rimpiangere.
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