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Pugilato: categorie di peso e titoli
8 domande · Sport
Nel pugilato si combatte solo contro avversari della propria corporatura: da qui le categorie di peso. La più prestigiosa è quella dei pesi massimi, senza limite superiore, dove cadono i colpi più duri e nascono le leggende: il campione del mondo dei massimi è stato a lungo considerato l’uomo più forte del pianeta. Anche l’Italia vi ha lasciato il segno con Primo Carnera, il «gigante buono» di Sequals, campione del mondo nel 1933. All’altro capo della scala classica ci sono i pesi mosca, fino a circa 50,8 chilogrammi, che puntano su velocità e gioco di gambe più che sulla potenza.
Il titolo di campione del mondo è complicato. Quattro grandi federazioni, WBA, WBC, IBF e WBO, assegnano ciascuna la propria cintura, così che in una stessa categoria esistono spesso più «campioni del mondo». Chi riunisce tutte e quattro le cinture diventa campione indiscusso, un’impresa rara perché bisogna battere tutti gli altri detentori. La cintura stessa è un simbolo riccamente decorato, diverso da una federazione all’altra.
Il più grande di tutti si definiva da solo «The Greatest»: Muhammad Ali, oro olimpico a Roma nel 1960 con il nome di Cassius Clay, poi tre volte campione del mondo dei massimi. Nel 1974 a Kinshasa, nel celebre «Rumble in the Jungle», sfiancò il favorito George Foreman con la tattica del «rope-a-dope», appoggiandosi alle corde. Anche la boxe olimpica, a lungo chiamata boxe dilettantistica, ha i suoi eroi italiani, da Nino Benvenuti a Patrizio Oliva e Roberto Cammarelle.
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