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Radici delle parole mediche
34 domande · Salute e medicina
Le parole della medicina sembrano una lingua segreta, eppure quasi tutte sono costruite con una manciata di mattoncini greci e latini che ritornano di continuo. Chi conosce queste sillabe può decifrare da solo centinaia di termini mai sentiti prima.
I suffissi dicono che cosa succede. «-ite» segnala sempre un’infiammazione (bronchite, gastrite, artrite), «-ectomia» un’asportazione chirurgica (appendicectomia) e «-tomia» una semplice incisione, «-algia» un dolore (nevralgia), «-oma» un tumore (lipoma), «-patia» una malattia, «-plegia» una paralisi e «-megalia» un ingrossamento. «-emia» parla del sangue, «-uria» dell’urina, «-penia» di una diminuzione, «-scopia» di un esame visivo e «-logia» dello studio di un campo.
I prefissi danno la direzione: «iper-» indica l’eccesso e «ipo-» la carenza, «tachi-» ciò che è rapido e «bradi-» ciò che è lento, «dis-» un’anomalia, «a-» l’assenza, «poli-» il numeroso, «anti-» ciò che va contro, «peri-» ciò che sta intorno e «intra-» ciò che sta all’interno. Infine le radici danno il nome all’organo: «cardio-» il cuore, «epato-» il fegato, «nefro-» il rene, «gastro-» lo stomaco, «dermato-» la pelle, «neuro-» il nervo, «osteo-» l’osso, «pneumo-» il polmone, «mio-» il muscolo e «artro-» l’articolazione.
In italiano questo lessico è più trasparente che in molte altre lingue, perché tante parole dotte sono passate nell’uso quotidiano. Dopo questo pacchetto «tachicardia» si scompone senza fatica in rapido e cuore, «nefrite» in rene e infiammazione, e il bugiardino di un farmaco come il referto del medico diventano un libro aperto.
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