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Record e misure del tempo
16 domande · Natura
Gli estremi del pianeta, e le donne e gli uomini che hanno imparato a misurarli. Questo pacchetto comincia dai record: i 56,7 °C registrati nel 1913 nella Valle della Morte, in California, e i meno 89,2 °C della stazione Vostok, sperduta sull'altopiano antartico, dove il fiato si trasforma subito in cristalli di ghiaccio. C'è anche il record italiano, che è pure il record europeo: 48,8 °C, misurati l'11 agosto 2021 nelle campagne di Siracusa. E poi l'Atacama, il deserto più secco del mondo, e Mawsynram, villaggio indiano sommerso ogni anno da circa 11.000 millimetri di pioggia. Senza dimenticare la raffica più forte mai misurata: 408 km/h, nel 1996, su un'isola al largo dell'Australia.
La seconda parte racconta l'arte di misurare e di prevedere, e comincia da Faenza: è lì che nacque Evangelista Torricelli, allievo di Galileo, che nel 1643 inventò il barometro con un tubo pieno di mercurio. Gabriel Fahrenheit costruì il primo termometro a mercurio affidabile, Anders Celsius propose la sua scala di cento gradi e l'ammiraglio Francis Beaufort classificò la forza del vento in base alle vele che una nave poteva ancora spiegare. Oggi in Italia le previsioni ufficiali portano la firma del servizio meteorologico dell'Aeronautica Militare, ogni radiosonda appesa a un pallone trasmette i suoi dati fino a 30 chilometri di quota e i satelliti Meteosat osservano l'Europa senza interruzioni dal 1977.
Resta la domanda delle domande: fin dove si può prevedere? Il norvegese Vilhelm Bjerknes sostenne nel 1904 che la previsione del tempo è un problema di calcolo fisico; sessant'anni dopo Edward Lorenz scoprì l'effetto farfalla, che a quel calcolo pone un limite. Nonostante computer sempre più potenti, una previsione resta utilizzabile per sette o dieci giorni, non di più.
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