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Retrospettiva 2003
20 domande · Attualità
Il 2003 visse all'ombra di una guerra che divise il mondo. A marzo gli Stati Uniti e la loro «coalizione dei volenterosi» entrarono in Iraq senza un mandato dell'ONU, contro il parere dichiarato di Francia e Germania. Baghdad cadde in poche settimane, la grande statua di Saddam fu abbattuta, le armi di distruzione di massa invocate non furono mai trovate, e a dicembre i soldati estrassero un Saddam Hussein irriconoscibile da una buca vicino a Tikrit. Per l'Italia la guerra divenne lutto il 12 novembre: a Nassiriya un camion bomba colpì la base dei carabinieri e uccise diciannove italiani. Il resto dell'anno trattenne il fiato. Lo shuttle Columbia si disintegrò al rientro nell'atmosfera, la SARS paralizzò parte dell'Asia e un'ondata di calore di settimane causò decine di migliaia di morti in Europa. In agosto un gigantesco blackout spense il nord-est degli Stati Uniti, a settembre toccò all'Italia restare al buio, e Arnold Schwarzenegger diventò governatore della California. Ci furono addii: alla pecora Dolly, a Johnny Cash, al Concorde che atterrò per l'ultima volta in autunno. E ci furono partenze: il Progetto genoma umano fu dichiarato concluso, la sonda Mars Express partì verso il pianeta rosso, la Rivoluzione delle rose trionfò in Georgia e un programma chiamato Skype permise di telefonare gratis via Internet. Il calcio italiano visse una notte storica a Manchester, dove il Milan batté la Juventus ai rigori nella prima finale di Champions tutta italiana. Michael Schumacher superò il record di Juan Manuel Fangio, David Beckham passò al Real Madrid e «Alla ricerca di Nemo» conquistò le sale. Venti domande su un anno agitato.
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