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Retrospettiva 2011
20 domande · Attualità
L'11 marzo 2011 cambiò il mondo: un terremoto sottomarino di magnitudo 9,1 scagliò uno tsunami sulle coste del Giappone, morirono circa 18.000 persone e nella centrale di Fukushima tre reattori andarono in fusione. Pochi mesi dopo la Germania decise l'uscita dal nucleare, e a giugno anche gli italiani dissero di nuovo no all'atomo con un referendum. La Primavera araba raggiunse il culmine: Ben Ali fuggì dalla Tunisia, Hosni Mubarak cadde dopo diciotto giorni di proteste in piazza Tahrir e in Libia finì l'era di Gheddafi, mentre in Pakistan le forze speciali americane scovarono Osama bin Laden. A Roma Benedetto XVI proclamò beato Giovanni Paolo II, il Milan di Allegri vinse lo scudetto e Raphael Gualazzi riportò l'Italia all'Eurovision dopo tredici anni, arrivando secondo. La Norvegia visse il giorno più buio del dopoguerra con gli attentati di Oslo e Utøya, Londra si commosse per il matrimonio da favola di William e Kate, il Giappone vinse i Mondiali femminili, il Sud Sudan diventò lo Stato più giovane del mondo e la navetta Atlantis chiuse l'era dello Space Shuttle. A New York il movimento Occupy Wall Street piantò le tende accanto alla Borsa, Minecraft uscì nella versione 1.0 e il 31 ottobre l'ONU salutò simbolicamente l'essere umano numero sette miliardi. Il mondo pianse Steve Jobs e Amy Winehouse, e a novembre, travolto dalla crisi dell'euro, Silvio Berlusconi lasciò Palazzo Chigi. Venti domande su un anno di scosse.
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