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Retrospettiva 2015
20 domande · Attualità
«Wir schaffen das», ce la faremo: nessuna frase segnò il 2015 più della risposta di Angela Merkel alla crisi dei rifugiati, quando a fine estate centinaia di migliaia di persone in cerca di protezione raggiunsero la Germania lungo la rotta balcanica. L'anno era cominciato nel terrore: a gennaio gli islamisti sterminarono la redazione del settimanale satirico Charlie Hebdo e a novembre gli attentati di Parigi, con il massacro del Bataclan, fecero 130 vittime. A marzo un aereo della Germanwings si schiantò sulle Alpi francesi e a settembre Volkswagen dovette ammettere di aver truccato i dati sulle emissioni dei suoi motori diesel. In Italia l'anno si aprì con l'elezione di Sergio Mattarella al Quirinale, e all'Eurovision i ragazzi del Volo conquistarono il televoto. Eppure il 2015 portò speranza quasi ogni settimana: il mondo firmò lo storico Accordo di Parigi sul clima, l'Occidente e l'Iran conclusero l'accordo sul nucleare, Stati Uniti e Cuba riaprirono le ambasciate dopo 54 anni e la sonda New Horizons inviò le prime immagini nitide di Plutone. Un terremoto devastò il Nepal, la Grecia attraversò un referendum e un terzo piano di salvataggio, la FIFA sprofondò nello scandalo della corruzione e Sepp Blatter annunciò il suo addio. La Germania perse l'ex cancelliere Helmut Schmidt, Robert Lewandowski segnò cinque gol in nove minuti, uscì Windows 10, Adele tornò con «Hello» e Star Wars con «Il risveglio della Forza». Venti domande su un anno che cambiò l'Europa.
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