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Retrospettiva 2019
20 domande · Attualità
La sera del 15 aprile 2019 il mondo rimase senza fiato davanti a Notre-Dame in fiamme: il tetto e la guglia della cattedrale di Parigi crollarono, ma le torri resistettero, e in pochi giorni furono promessi quasi un miliardo di euro per la ricostruzione. Cinque giorni prima la scienza aveva fatto la storia: l'Event Horizon Telescope mostrò la prima fotografia di un buco nero. Il 2019 fu l'anno del movimento per il clima: milioni di giovani scioperarono con i Fridays for Future e Greta Thunberg scagliò contro l'ONU il suo «How dare you!». In Italia l'anno cominciò a Sanremo con la vittoria di Mahmood e della sua «Soldi», proseguì con l'ottavo scudetto consecutivo della Juventus e si chiuse con l'acqua alta che il 12 novembre sommerse Venezia come non accadeva dal 1966. In Europa Ursula von der Leyen diventò la prima donna alla guida della Commissione, Boris Johnson andò a Downing Street per «completare» la Brexit, l'Austria inciampò nel video di Ibiza e la Germania festeggiò i trent'anni dalla caduta del Muro. L'Ucraina elesse presidente il comico Volodymyr Zelensky, Hong Kong visse proteste di massa, due incidenti costrinsero a terra i Boeing 737 MAX in tutto il mondo e la Camera degli Stati Uniti mise in stato d'accusa Donald Trump. L'Amazzonia bruciava, «Avengers: Endgame» detronizzò Avatar, il Liverpool di Jürgen Klopp vinse la Champions League, gli Stati Uniti il Mondiale femminile, Duncan Laurence l'Eurovision con «Arcade», e a fine dicembre la Cina segnalò a Wuhan i primi casi di una misteriosa polmonite. Venti domande sull'ultimo anno della vecchia normalità.
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