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Retrospettiva 2020
20 domande · Attualità
Il 2020 divise la vita di tutti in un prima e un dopo. La misteriosa polmonite di Wuhan diventò la pandemia di Covid-19: a febbraio, a Codogno, fu scoperto il primo contagio locale in Italia, il 9 marzo il lockdown fu esteso a tutto il Paese, primo in Occidente, e l'11 marzo l'OMS dichiarò la pandemia. Parole come zona rossa, autocertificazione e smart working entrarono nella vita quotidiana, la carta igienica sparì dagli scaffali di mezzo mondo mentre in Italia si esaurivano farina e lievito, dai balconi si cantava l'inno, le riunioni si facevano su Zoom e i Giochi olimpici di Tokyo subirono, per la prima volta in tempo di pace, un rinvio. Anche l'Eurovision, atteso a Rotterdam, fu cancellato. Ma l'anno si chiuse con un miracolo della scienza: in tempi record l'azienda BioNTech di Magonza sviluppò con Pfizer un vaccino a mRNA. In mezzo, la morte di George Floyd scosse gli Stati Uniti e portò Black Lives Matter nelle piazze del mondo, Joe Biden vinse le elezioni contro Trump, nel porto di Beirut esplosero 2750 tonnellate di nitrato d'ammonio, l'Australia combatté incendi senza precedenti e il gruppo di pagamenti Wirecard si rivelò un buco da miliardi. Il 31 gennaio il Regno Unito uscì dall'Unione europea. SpaceX portò per la prima volta astronauti alla ISS con un veicolo privato, il Bayern Monaco umiliò il Barcellona con un 8-2, «Tiger King» tenne compagnia ai reclusi e il 3 agosto Genova inaugurò il suo nuovo ponte, il San Giorgio. Il mondo pianse Kobe Bryant, cresciuto in Italia, Diego Maradona, idolo di Napoli, e Sean Connery. Venti domande sull'anno che cambiò tutto.
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