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Riconoscere gli uccelli
12 domande · Natura
Maestosi nel cielo o goffi sulla riva dello stagno, gli uccelli hanno inventato mille modi di stare al mondo, e ognuno si riconosce da una sagoma tutta sua. L’aquila, grande rapace dal becco adunco e dagli artigli potenti, scorge una preda a chilometri di distanza, ed è da sempre il simbolo delle legioni di Roma. Il gufo, con i grandi occhi rivolti in avanti, caccia di notte con un volo silenzioso e riesce a ruotare la testa ben oltre la spalla. Il pinguino, invece, ha rinunciato al volo per diventare un nuotatore eccezionale; quasi tutte le specie vivono nell’emisfero australe, mentre l’alca, sua sosia del Nord, sa volare.
Alcuni uccelli si riconoscono dai colori. Il fenicottero deve il suo rosa ai piccoli crostacei che filtra nelle lagune, come negli stagni del Molentargius a Cagliari o nelle valli del Delta del Po. Il pappagallo, variopinto e armato di becco adunco, a volte sa ripetere le parole, e nel pavone soltanto il maschio apre la ruota di penne decorate da ocelli per conquistare la femmina. Il minuscolo colibrì, iridescente come un gioiello, resta sospeso davanti ai fiori e sa perfino volare all’indietro.
Altri si distinguono per il portamento o per la voce. La cicogna, alta sulle sue lunghe zampe, è da sempre legata all’arrivo dei bambini. Il cigno scivola sull’acqua con il lungo collo elegantemente curvato e spesso resta in coppia per tutta la vita. Il picchio tambureggia sui tronchi per cercare insetti e farsi sentire da lontano, il gabbiano strilla nei porti di Genova e Venezia e ruba spesso il panino ai turisti, e il pettirosso, con il petto arancione, resta fedele ai giardini anche nel cuore dell’inverno.
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