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Riconoscere gufi e civette
12 domande · Natura
Silenziosi come ombre, i rapaci notturni cacciano quando la maggior parte degli uccelli dorme. I grandi occhi rivolti in avanti catturano il minimo bagliore, il collo ruota di quasi tre quarti di giro e le piume dai bordi sfrangiati smorzano il rumore del volo. In italiano si distinguono di solito i gufi, che portano ciuffi di piume simili a orecchie, dalle civette, dalla testa tutta tonda.
Il barbagianni, dalla maschera bianca a forma di cuore, nidifica nei fienili e nei campanili e individua le prede soltanto con l’udito. L’allocco, il più comune dei nostri boschi, lancia il celebre richiamo dei film dell’orrore. Il gufo reale, dagli occhi arancioni, è il più grande di tutti, mentre il gufo comune drizza i lunghi ciuffi e il gufo di palude caccia in volo radente sopra i prati. Il minuscolo assiolo ripete le sue note monotone nelle notti d’estate, e Giovanni Pascoli gli dedicò una delle poesie più famose di Myricae, L’assiuolo.
La civetta, uccello della dea Atena, compare ancora oggi sulla moneta greca da un euro. La civetta nana, poco più grande di un passero, abita le foreste di conifere delle Alpi. Nel Grande Nord vivono la civetta delle nevi, resa celebre da Edvige in Harry Potter, l’ulula, che caccia in pieno giorno, l’allocco di Lapponia dall’immenso disco facciale e l’allocco degli Urali, che difende il nido con grande coraggio. Ora tocca a voi riconoscerli!
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