Foto: Agnieszka Kwiecień (Nova) · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
Da quale conifera proviene questa pigna?
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Abete rosso
L'abete rosso è la conifera più diffusa nei boschi di montagna d'Europa. Le sue lunghe pigne pendenti cadono intere a terra dopo aver liberato i semi.
💡 Lo sapevi? Molte pigne raccolte nei boschi e credute di abete bianco sono in realtà di abete rosso.
Foto: Jerzy Opioła · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
Da quale conifera proviene questa pigna?
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Abete bianco
L'abete bianco porta le pigne erette come candele in cima alla chioma. A maturità le squame cadono una a una e sul ramo resta solo l'asse della pigna.
💡 Lo sapevi? Per questo non si trova quasi mai una pigna di abete bianco intera a terra.
Foto: George Chernilevsky · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
Da quale conifera proviene questa pigna?
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Pino silvestre
Il pino silvestre forma pigne corte e ovali, le cui squame legnose si aprono col tempo secco e si richiudono con l'umidità.
💡 Lo sapevi? Questa reazione all'umidità fa delle pigne un piccolo barometro naturale.
Foto: Jens Jäpel · CC BY-SA 2.5 · Wikimedia Commons
Da quale conifera proviene questa pigna?
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Larice
Il larice europeo porta piccole pigne erette che restano attaccate ai rametti per diversi anni dopo aver liberato i semi.
💡 Lo sapevi? In autunno i suoi aghi diventano giallo oro e colorano interi versanti delle Alpi.
Foto: Luis Apiolaza · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
Da quale conifera proviene questa pigna?
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Douglasia
Originaria del Nord America occidentale, la douglasia oggi è piantata anche in Europa per il legname, in Italia soprattutto sull'Appennino. Dalle sue pigne pendenti sporgono brattee a tre punte.
💡 Lo sapevi? Una leggenda dei nativi americani racconta che quelle brattee sono le zampe posteriori e la coda di topolini nascosti nelle pigne per sfuggire a un incendio.
Foto: Simon A. Eugster · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
A quale conifera appartiene questo rametto?
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Abete rosso
Gli aghi dell'abete rosso sono disposti tutto intorno al rametto. Quando cadono, i cuscinetti restano e rendono il ramo ruvido.
💡 Lo sapevi? L'albero di Natale venduto in Italia è spesso un abete rosso, che perde presto gli aghi, oppure un abete del Caucaso (Nordmann), che li conserva.
Foto: Nefronus · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
A quale conifera appartiene questo rametto?
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Abete bianco
Gli aghi dell'abete bianco sono piatti, flessibili e non pungono. Si attaccano al rametto con una piccola base a forma di ventosa.
💡 Lo sapevi? Per distinguere i due alberi al tatto: l'abete bianco non punge, l'abete rosso sì.
Foto: Radio Tonreg from Vienna, Austria · CC BY 2.0 · Wikimedia Commons
A quale conifera appartiene questo rametto?
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Pino silvestre
Il pino silvestre porta aghi verde azzurro, spesso un po' ritorti, lunghi da quattro a sette centimetri.
💡 Lo sapevi? Altri pini li raggruppano diversamente: a tre o a cinque, come il pino cembro delle Alpi.
Foto: Hans Gasperl (Gaha) · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
A quale conifera appartiene questo rametto?
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Larice
Gli aghi teneri del larice sono riuniti a rosetta su corti rametti. In autunno ingialliscono e poi cadono.
💡 Lo sapevi? È l'unica conifera autoctona d'Europa che perde gli aghi d'inverno.
Foto: Didier Descouens · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
A quale conifera appartiene questo rametto?
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Tasso
Il tasso ha aghi piatti e flessibili, verde scuro sopra e più chiari sotto, disposti su due file. Quasi tutta la pianta è molto velenosa.
💡 Lo sapevi? Può vivere più di mille anni e da secoli si pianta nei cimiteri, nei chiostri e nei giardini storici.
Foto: Crusier · CC BY 3.0 · Wikimedia Commons
A quale conifera appartiene questo rametto?
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Ginepro
Il ginepro comune è un arbusto dagli aghi rigidi e molto pungenti, segnati da una striscia bianca sulla pagina superiore.
💡 Lo sapevi? Le sue «bacche» insaporiscono la selvaggina e danno il sapore al gin.
Foto: Joshua Mayer from Madison, WI, USA · CC BY-SA 2.0 · Wikimedia Commons
A quale conifera appartiene questo rametto?
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Tuia
La tuia occidentale, originaria del Nord America, ha rametti appiattiti coperti di minuscole foglie a squama. Se strofinati, emanano un odore forte e fruttato.
💡 Lo sapevi? È soprannominata «albero della vita» ed è uno degli arbusti da siepe più piantati nei giardini.
Foto: Gerhard Elsner · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
A quale conifera appartiene questa corteccia?
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Abete rosso
Da giovane la corteccia dell'abete rosso è liscia; con l'età diventa bruno rossastra e si sfalda in piccole placche tonde e sottili.
💡 Lo sapevi? Il suo legno chiaro e risonante serve per le tavole armoniche dei violini: Stradivari lo sceglieva nella Val di Fiemme, nella cosiddetta foresta dei violini di Paneveggio.
Foto: Crusier · CC BY 3.0 · Wikimedia Commons
A quale conifera appartiene questa corteccia?
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Abete bianco
L'abete bianco deve il nome alla corteccia liscia, grigio chiaro con riflessi argentei, che solo con l'età si fessura in piccole placche.
💡 Lo sapevi? Le Foreste Casentinesi, tra Toscana ed Emilia-Romagna, ospitano le storiche abetine dei monaci di Camaldoli.
Foto: Akkbula · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
A quale conifera appartiene questa corteccia?
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Pino silvestre
In basso la corteccia del pino silvestre è spessa, grigio bruna e fessurata; più in alto diventa sottile, aranciata e si sfoglia in lamelle.
💡 Lo sapevi? Questo colore salmone delle cime permette di riconoscerlo da lontano in un bosco.
Pubblico dominio · Wikimedia Commons
A quale conifera appartiene questa corteccia?
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Larice
La corteccia del larice è spessa e profondamente fessurata in placche; nelle fenditure appare un colore bruno rosso.
💡 Lo sapevi? Il suo legno ricco di resina resiste benissimo alle intemperie: in montagna se ne fanno scandole e baite.
Foto: Dixie (Wikimedia Commons) · Pubblico dominio · Wikimedia Commons
Quale conifera porta questi frutti?
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Tasso
Il seme del tasso è avvolto da un involucro carnoso rosso vivo, l'arillo, aperto in cima come una piccola coppa.
💡 Lo sapevi? L'arillo è l'unica parte non velenosa del tasso: il seme che racchiude è invece molto velenoso.
Foto: Ivar Leidus · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
Quale conifera porta questi frutti?
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Ginepro
Le «bacche» del ginepro sono coni carnosi con le squame saldate tra loro. Impiegano due o tre anni a maturare, passando dal verde al nero blu.
💡 Lo sapevi? La parola «gin» viene dall'olandese «jenever», che risale al latino «iuniperus», ginepro.