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Riconoscere le conifere

18 domande · Natura

Una passeggiata nel bosco d'inverno: tutto è verde, tutto porta aghi, eppure lì non c'è un solo albero ma una mezza dozzina di specie una accanto all'altra. Le foto dell'albero intero aiutano poco: da lontano un abete rosso somiglia moltissimo a un abete bianco. Per riconoscere davvero le conifere bisogna guardare i dettagli, ed è proprio quello che mostra questo pacchetto: pigne, rametti, cortecce e frutti. L'abete rosso lascia pendere le pigne e punge quando lo si afferra; il suo legno risonante, scelto nella foresta di Paneveggio, finiva nei violini dei liutai di Cremona. L'abete bianco, al contrario, è morbido al tatto, porta due strisce bianche sotto ogni ago e tiene le pigne erette come candele, finché non si sfaldano sull'albero. Il pino silvestre raggruppa i lunghi aghi a due a due e brilla di un arancione vivo in cima al tronco. Il larice è l'unica conifera dei nostri boschi che perde gli aghi in autunno, dopo averli tinti d'oro sulle Dolomiti. La douglasia, arrivata dal Nord America, si tradisce con le pigne da cui sporgono piccole code di topo e con gli aghi profumati di limone. Ci sono poi il tasso, velenoso, senza pigne ma con arilli rossi, il ginepro pungente con le sue bacche nero blu e la tuia, l'albero della vita, con squame piatte al posto degli aghi. Dopo ogni risposta, la sezione «Come riconoscerlo» ti dice a cosa fare attenzione all'aperto, così che quasi potresti riconoscere l'albero a occhi chiusi, al tatto e all'odore. Lo sapevi? Molte delle pigne che si credono di abete bianco sono in realtà di abete rosso: quelle dell'abete bianco si sfaldano sull'albero e quasi non cadono intere.

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Tutte le domande con risposta

Abete rosso

Foto: Agnieszka Kwiecień (Nova) · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Da quale conifera proviene questa pigna?

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Abete rosso

L'abete rosso è la conifera più diffusa nei boschi di montagna d'Europa. Le sue lunghe pigne pendenti cadono intere a terra dopo aver liberato i semi.

💡 Lo sapevi? Molte pigne raccolte nei boschi e credute di abete bianco sono in realtà di abete rosso.

Abete bianco

Foto: Jerzy Opioła · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Da quale conifera proviene questa pigna?

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Abete bianco

L'abete bianco porta le pigne erette come candele in cima alla chioma. A maturità le squame cadono una a una e sul ramo resta solo l'asse della pigna.

💡 Lo sapevi? Per questo non si trova quasi mai una pigna di abete bianco intera a terra.

Pino silvestre

Foto: George Chernilevsky · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Da quale conifera proviene questa pigna?

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Pino silvestre

Il pino silvestre forma pigne corte e ovali, le cui squame legnose si aprono col tempo secco e si richiudono con l'umidità.

💡 Lo sapevi? Questa reazione all'umidità fa delle pigne un piccolo barometro naturale.

Larice

Foto: Jens Jäpel · CC BY-SA 2.5 · Wikimedia Commons

Da quale conifera proviene questa pigna?

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Larice

Il larice europeo porta piccole pigne erette che restano attaccate ai rametti per diversi anni dopo aver liberato i semi.

💡 Lo sapevi? In autunno i suoi aghi diventano giallo oro e colorano interi versanti delle Alpi.

Douglasia

Foto: Luis Apiolaza · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Da quale conifera proviene questa pigna?

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Douglasia

Originaria del Nord America occidentale, la douglasia oggi è piantata anche in Europa per il legname, in Italia soprattutto sull'Appennino. Dalle sue pigne pendenti sporgono brattee a tre punte.

💡 Lo sapevi? Una leggenda dei nativi americani racconta che quelle brattee sono le zampe posteriori e la coda di topolini nascosti nelle pigne per sfuggire a un incendio.

Abete rosso

Foto: Simon A. Eugster · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

A quale conifera appartiene questo rametto?

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Abete rosso

Gli aghi dell'abete rosso sono disposti tutto intorno al rametto. Quando cadono, i cuscinetti restano e rendono il ramo ruvido.

💡 Lo sapevi? L'albero di Natale venduto in Italia è spesso un abete rosso, che perde presto gli aghi, oppure un abete del Caucaso (Nordmann), che li conserva.

Abete bianco

Foto: Nefronus · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

A quale conifera appartiene questo rametto?

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Abete bianco

Gli aghi dell'abete bianco sono piatti, flessibili e non pungono. Si attaccano al rametto con una piccola base a forma di ventosa.

💡 Lo sapevi? Per distinguere i due alberi al tatto: l'abete bianco non punge, l'abete rosso sì.

Pino silvestre

Foto: Radio Tonreg from Vienna, Austria · CC BY 2.0 · Wikimedia Commons

A quale conifera appartiene questo rametto?

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Pino silvestre

Il pino silvestre porta aghi verde azzurro, spesso un po' ritorti, lunghi da quattro a sette centimetri.

💡 Lo sapevi? Altri pini li raggruppano diversamente: a tre o a cinque, come il pino cembro delle Alpi.

Larice

Foto: Hans Gasperl (Gaha) · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

A quale conifera appartiene questo rametto?

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Larice

Gli aghi teneri del larice sono riuniti a rosetta su corti rametti. In autunno ingialliscono e poi cadono.

💡 Lo sapevi? È l'unica conifera autoctona d'Europa che perde gli aghi d'inverno.

Tasso

Foto: Didier Descouens · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

A quale conifera appartiene questo rametto?

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Tasso

Il tasso ha aghi piatti e flessibili, verde scuro sopra e più chiari sotto, disposti su due file. Quasi tutta la pianta è molto velenosa.

💡 Lo sapevi? Può vivere più di mille anni e da secoli si pianta nei cimiteri, nei chiostri e nei giardini storici.

Ginepro

Foto: Crusier · CC BY 3.0 · Wikimedia Commons

A quale conifera appartiene questo rametto?

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Ginepro

Il ginepro comune è un arbusto dagli aghi rigidi e molto pungenti, segnati da una striscia bianca sulla pagina superiore.

💡 Lo sapevi? Le sue «bacche» insaporiscono la selvaggina e danno il sapore al gin.

Tuia

Foto: Joshua Mayer from Madison, WI, USA · CC BY-SA 2.0 · Wikimedia Commons

A quale conifera appartiene questo rametto?

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Tuia

La tuia occidentale, originaria del Nord America, ha rametti appiattiti coperti di minuscole foglie a squama. Se strofinati, emanano un odore forte e fruttato.

💡 Lo sapevi? È soprannominata «albero della vita» ed è uno degli arbusti da siepe più piantati nei giardini.

Abete rosso

Foto: Gerhard Elsner · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

A quale conifera appartiene questa corteccia?

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Abete rosso

Da giovane la corteccia dell'abete rosso è liscia; con l'età diventa bruno rossastra e si sfalda in piccole placche tonde e sottili.

💡 Lo sapevi? Il suo legno chiaro e risonante serve per le tavole armoniche dei violini: Stradivari lo sceglieva nella Val di Fiemme, nella cosiddetta foresta dei violini di Paneveggio.

Abete bianco

Foto: Crusier · CC BY 3.0 · Wikimedia Commons

A quale conifera appartiene questa corteccia?

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Abete bianco

L'abete bianco deve il nome alla corteccia liscia, grigio chiaro con riflessi argentei, che solo con l'età si fessura in piccole placche.

💡 Lo sapevi? Le Foreste Casentinesi, tra Toscana ed Emilia-Romagna, ospitano le storiche abetine dei monaci di Camaldoli.

Pino silvestre

Foto: Akkbula · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

A quale conifera appartiene questa corteccia?

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Pino silvestre

In basso la corteccia del pino silvestre è spessa, grigio bruna e fessurata; più in alto diventa sottile, aranciata e si sfoglia in lamelle.

💡 Lo sapevi? Questo colore salmone delle cime permette di riconoscerlo da lontano in un bosco.

Larice

Pubblico dominio · Wikimedia Commons

A quale conifera appartiene questa corteccia?

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Larice

La corteccia del larice è spessa e profondamente fessurata in placche; nelle fenditure appare un colore bruno rosso.

💡 Lo sapevi? Il suo legno ricco di resina resiste benissimo alle intemperie: in montagna se ne fanno scandole e baite.

Tasso

Foto: Dixie (Wikimedia Commons) · Pubblico dominio · Wikimedia Commons

Quale conifera porta questi frutti?

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Tasso

Il seme del tasso è avvolto da un involucro carnoso rosso vivo, l'arillo, aperto in cima come una piccola coppa.

💡 Lo sapevi? L'arillo è l'unica parte non velenosa del tasso: il seme che racchiude è invece molto velenoso.

Ginepro

Foto: Ivar Leidus · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Quale conifera porta questi frutti?

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Ginepro

Le «bacche» del ginepro sono coni carnosi con le squame saldate tra loro. Impiegano due o tre anni a maturare, passando dal verde al nero blu.

💡 Lo sapevi? La parola «gin» viene dall'olandese «jenever», che risale al latino «iuniperus», ginepro.

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