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Riconoscere le rocce
12 domande · Natura
Plasmate dal fuoco, dalla pressione e dal tempo, le rocce sono i mattoni della crosta terrestre, e l'Italia, con i suoi vulcani, le sue Alpi e le sue cave, ne offre un vero museo a cielo aperto. Questo pacchetto propone di riconoscerle dal colore, dalla grana e dalla struttura.
Le rocce magmatiche nascono dalla lava o dal magma. Il granito, formato in profondità, unisce quarzo, feldspato e mica in granuli screziati, come sulle coste rosate della Gallura. Il basalto, scuro, scorre dai vulcani come l'Etna e a volte si rapprende in colonne esagonali. L'ossidiana è una lava raffreddata così in fretta da diventare vetro, mentre la pomice, crivellata di bolle, è così leggera da galleggiare: entrambe raccontano la storia di Lipari. Il tufo vulcanico, fatto di ceneri consolidate, si taglia facilmente ed è servito a costruire molti monumenti antichi, da Roma a Napoli.
Le rocce sedimentarie si formano per depositi successivi. L'arenaria è fatta di granelli di sabbia cementati, come la pietra serena delle chiese fiorentine. Il calcare deriva spesso da antichi fondali marini e ospita grotte con stalattiti come quelle di Frasassi. Il conglomerato, detto anche puddinga, riunisce ciottoli arrotondati saldati tra loro.
Le rocce metamorfiche, infine, sono rocce trasformate dal calore e dalla pressione: il calcare diventa marmo, quello di Carrara in cui Michelangelo ha scolpito il suo «David»; l'arenaria diventa quartzite, durissima; lo gneiss si riconosce dalle bande chiare e scure, e l'ardesia si spacca in lastre sottili che coprono i tetti della Liguria e hanno dato il nome alla lavagna.
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