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Riconoscere le scritture
14 domande · Lingue
Una scrittura si riconosce prima ancora di leggerla. Con qualche forma in testa si capisce da quale secolo viene una pagina manoscritta senza decifrarne una sola parola: è il lavoro quotidiano della paleografia, e le differenze sono più grandi di quanto si pensi. La capitale monumentale dei Romani conosce solo maiuscole, incise e severe. L’onciale arrotonda tutto e tiene le lettere fra due righe. La scrittura insulare dei monasteri irlandesi mette robusti cunei in cima alle aste, mentre la scrittura merovingica delle cancellerie franche e la minuscola visigotica della Spagna seguono ciascuna una strada propria. La minuscola carolina di Carlo Magno è così chiara che somiglia ancora alle nostre minuscole, e non per caso: sono proprio loro. Poi il pieno Medioevo spezza le curve: la textura è così fitta che la pagina sembra un tessuto, mentre l’Italia resta fedele alla rotunda, spezzata ma tonda e larga. Gli umanisti fiorentini tornano indietro e creano la minuscola umanistica, da cui nascono l’antiqua dei tipografi e la cancelleresca, l’elegante corsiva della cancelleria pontificia che ha dato origine al nostro corsivo. Nei paesi di lingua tedesca, invece, la linea spezzata continua: la Fraktur nella stampa, la Kurrent nella scrittura a mano e la Sütterlin nelle scuole, fino al 1941. Questo pacchetto mostra dei campioni e chiede una sola cosa: quale grafia è questa? L’epoca è indicata nella soluzione, così dopo qualche giro si impara a collocare da soli una pagina sconosciuta.
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