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Scacchi: termini e tattica
8 domande · Sport
Ogni partita di scacchi attraversa tre fasi, e ciascuna ha il suo linguaggio. Nell’apertura si sviluppano i pezzi e si mette al sicuro il re; alcune sequenze di mosse sono studiate così a fondo che i professionisti imparano a memoria interi alberi di teoria. Contro la prima mossa 1.e4 la risposta combattiva più celebre del Nero è la difesa siciliana, la più giocata ai massimi livelli. C’è poi chi accetta di perdere materiale fin da subito: con un gambetto si sacrifica un pedone per sviluppare più in fretta i pezzi e prendere l’iniziativa, come nell’antico gambetto di re.
Nel mediogioco contano la tattica e la geometria della scacchiera. Una colonna è una fila verticale, indicata con le lettere dalla a alla h; le colonne aperte sono le autostrade delle torri. La forchetta è un attacco contemporaneo contro due bersagli, e il cavallo ne è il maestro, per esempio quando colpisce insieme re e donna. Con l’inchiodatura invece un pezzo resta bloccato perché, spostandosi, lascerebbe sotto attacco il proprio re o un pezzo più prezioso. Quando più pezzi si lanciano insieme contro il monarca avversario, spesso al prezzo di sacrifici, si parla di attacco al re: un sacrificio ripagato dal matto è il sogno di ogni giocatore.
Infine il finale, con pochi pezzi rimasti sulla scacchiera. Qui il re cambia completamente ruolo: da pezzo da proteggere diventa un attaccante attivo, che avanza verso il centro e sostiene i propri pedoni.
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